Bolzano Monticolo

L’itinerario Iter Artis di cui questo percorso fa parte è  stato ideato e sviluppato da Around The Walk per la creazione del 2° volume della collana “Iter Artis – Cammini dell’arte Sacra in Alto Adige” per conto dell’ufficio di soggiorno e della diocesi della provincia autonoma di Bolzano.
Iter Artis è un progetto dedicato alla memoria della Prof. Gioia Conta, docente e geografa del mondo antico, massima esperta di Arte Sacra della regione Alto Adige.

Tappa 01 (ca 15 Km per 5h 30’) Bolzano – Castel Firmiano

Dalla centrale Piazza Walther, superare la statua del poeta per dirigersi a Piazza del Grano e in un centinaio di passi raggiungere Via dei Portici. Girare a destra per seguirla in direzione del grande arco fra i palazzi, passargli sotto e prendere Via Piave che continuando dritto, fra negozi e bar diventerà Via

Ammappato il 31 luglio 2016

Ammappato da: Around The Walk

Altro da sapere

SPIEGAZIONE DEL PERCORSO:

Il primo percorso di Iter Artis muove i propri passi dal centro storico della città di Bolzano ed è studiato, vista la sua lunghezza totale, per essere percorribile nella sua interezza fino ai Laghi di Monticolo, oppure per essere affrontato in due momenti distinti, con un punto tappa nel mezzo, nei pressi della rocca di Castel Firmiano

La prima parte di tracciato ha una vocazione decisamente cittadina o “suburbana”, comunque ancora lontana dalle cime e le valli che accerchiano il capoluogo altoatesino su ogni lato. L’escursionista amante della natura, a caccia di silenzio e quiete, non si faccia però trarre in inganno: il percorso proposto è assolutamente inusuale, ideato per regalare sorprese inattese anche al camminatore più scettico, che rimarrà stupito dallo scoprire le diverse oasi di pace e contemplazione che la città sa offrire, in un atmosfera storica e artistica, unica nel suo genere.

Scegliendo tracciati e edifici Sacri meno noti, lontani dal clamore del turismo culturale cittadino, non priverà al contempo il viandante del piacere di percorrere le strette vie del città, partendo dalla centrale Piazza Walther, a pochi passi  dalla concattedrale vescovile di Santa Maria Assunta, per toccare i bei portici affrescati trecenteschi e quattrocenteschi, e perdendo qualche minuto nella colorata Piazza delle Erbe fra i banchetti e il vociare del suo mercato.

Come prima meta quindi, la romanica Chiesa di Santa Maria Maddalena nel quadrante orientale, in alto sopra il centro, a dominare città e valle dall’omonima collina, fitta di ricchi vigneti. Ad aula unica e con abside rettangolare sul quale si innesta l’austero campanile, offre al visitatore una sosta di contemplazione appartata nei due differenti cicli di affreschi, del primo trecento nell’abside, con una pregevole incoronazione della Vergine nella lunetta, e tardo trecenteschi i secondi, con il martirio di S. Stefano e la vita della Maddalena, in due registri distinti e con dieci episodi.

Ridiscesi verso il basso, seguendo per circa quaranta minuti il bel sentiero boschivo del Passo di S. Osvaldo, a mezza costa sopra la città di Bolzano e accompagnati dal vasto panorama con l’abitato in primo piano, la seconda sosta, presso la Chiesetta di San Giovanni in Villa. A non più di cinque minuti dal centro storico, si trova defilata nel silenzio di un vicolo secondario che permette di girarvi intorno per goderne l’architettura da ogni prospettiva.

Per dare il benvenuto ai pellegrini, su una parete esterna, un San Cristoforo databile intorno al 1365. All’interno gli affreschi restaurati a metà degli anni ’80, di due commissioni diverse ma entrambe trecentesche. Nella seconda, in particolare (1360-65), scene di vita del Battista stilisticamente ispirate a Giotto, e quattro storie dell’Evangelista ispirate invece all’opera del Guariento, di grandissimo pregio, che rendono la chiesa di S. Giovanni una piccola perla d’arte sacra.

Terza sosta a Gries, sobborgo nord-occidentale di Bolzano, area di cruciale importanza nella storia della città. Ricco centro rurale già in epoca romana, come testimoniato dai tanti ritrovamenti archeologici, Gries era zona popolata già nell’era del Bronzo, forse una delle prime della regione. Come tutta la conca bolzanina, risultava di grande rilevanza strategica per il controllo delle vie consolari in direzione dei Passi di Resia e del Brennero, oltre ad essere particolarmente rinomata fin dal medioevo per la produzione dei suoi vigneti.

Ed è databile X-XI sec. infatti la prima fondazione dell’Antica Parrocchiale di Nostra Signora, tappa d’obbligo di questo percorso per ammirarne all’interno, oltre il coro e gli affreschi, il capolavoro gotico di scultura lignea della Pala d’altare del rinomato maestro Michael Pacher (1471-1475), affrescato sul retro con scene della Passione di Gesù.

Dopo una breve sosta nell’ombra del piccolo cimitero della parrocchiale, basterà un’altra ora e mezza di cammino, allontanandosi definitivamente dal centro città e incominciando a godere le prime piccole strade di servizio fra meleti e vigneti, per giungere a Ponte d’Adige, proprio ai piedi di Castel Firmiano, che domina la valle e il passaggio sul fiume dall’alto della rocca Sigmundskorn, all’estremità nord del Monte di Mezzo.

Ad oggi il castello ospita uno dei sei musei dedicati alla montagna del circuito “Messner Mountain Museum”, ideato e fortemente voluto dallo scalatore altoatesino, per celebrare la cultura, la vita e la tradizione della vita di montagna.

Per il camminatore allenato, che voglia concludere la gita in giornata, proseguendo oltre il castello, verso Sud, ancora tre ore e mezza di cammino, affrontando i primi piccoli dislivelli e camminando in costante alternanza fra fitti boschi e ampie radure coltivate, godendo di bei panorami fra i vigneti, fino a giungere nei pressi del paesino di Monticolo stretto intorno alla Chiesetta dei Re Magi e noto per i suoi due piccoli laghi immersi nel verde, dove concedersi un tuffo ristoratore nel tardo pomeriggio, prima del meritato riposo.

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