Borgosesia Quarona

I SENTIERI DEL GRANITO

Tre percorsi tra Bassa Valsesia e Cusio, per affacciarsi sul Lago D’Orta

Caratteristiche generali dei percorsi : I percorsi descritti si svolgono raramente su strade asfaltate (comunque a basso traffico veicolare) e a carrarecce, piu’ spesso su mulattiere e sentieri senza particolari difficolta’ tecniche. Sono percorribili anche  a cavallo durante tutto l’anno, con l’eccezione del tratto Cellio-Madonna del Sasso (3° tappa dell’itinerario) nel quale l’innevamento sul versante del Cusio spesso pernane fino a meta’ marzo.

Per quanto la zona si presti anche all’uso della MTB, per l’esatto itinerario proposto non la consigliamo esplicitamente: sarebbe necessario predisporre molte varianti, ma se siete appassionati del mezzo potete “scoprire” personalmente le possibili alternative.

Infine e’ opportuno segnalare che l’intera zona e’

Ammappato il 23 febbraio 2016

Ammappato da: Snorri

Altro da sapere

NOTE TECNICHE:

Dislivello:  250 m digressioni escluse, ulteriori 400 con le digressioni

Carta Escursionistica “Valsesia”, Quadrante Sud-Est-Scala 1:25000

Altre note:  Sconsigliato proseguire oltre la sommita’ del monte Tucri

Periodo consigliato: Evitare i periodi piu’ caldi. In caso di neve abbondante possono essere utili le ciaspole

Accesso: In Autostrada: Voltri-Gravellona Toce-uscita Romagnano Sesia, poi direzione “Valsesia”-La deviazione per Cartiglia si raggiunge con qualche difficolta’ dovuta alla viabilita’ un po “contorta” di Borgosesia: per chi proviene dalla pianura occorre attraversare la citta’ rimanendo sempre sulla sponda sinistra del Sesia. All’uscita verso Quarona, all’altezza di una rotonda…ovale, sulla destra si trova il bivio che in pochi minuti porta alla frazione. Si puo’ parcheggiare in prossimita’ di un minuscolo parco giochi

 

La bacheca del percorso

Inquadramento generale della zona:

Fino ad un passato ormai neppure troppo recente,“Bassa Valsesia” insieme a “Biellese” non poteva che evocare imponenti manifatture legate alla lavorazione della lana, stabilimenti a volte collocati nelle piane dei fondovalle, in altri casi costruiti nei luoghi piu’ impensabili, con l’intento di sfruttare cio’ che da queste parti pare non mancare: l’acqua. Infatti ci troviamo in una zona tra le piu’ piovose d’Italia. Di questo “glorioso” passato sopravvivono ancora alcune realta’ storiche (che ormai chiamiamo “griffe”), che da un lato fanno della tradizione il loro vanto, ma dall’altro ormai hanno un piede ben saldo in qualche paese lontano…come globalizzazione comanda!

Abbandonato dunque questo passato, ai giorni nostri la Bassa Valsesia e’ percorsa distrattamente nei week-end da torme di turisti per lo piu’ attratti dagli impianti sciistici di Alagna o dell’Alpe di Mera o da alpinisti in cerca di qualche vetta del non lontano Monte Rosa. E anche gli escursionisti meno “attenti” tralasciano spesso la zona per mete piu’ classiche e frequentate.

Al contrario per chi invece volesse per una volta lasciare le via principale e, calzati gli scarponcini, inoltrarsi tra queste colline, certamente le sorprese e le soddisfazioni non mancheranno, tra imponenti faggete, piccole e silenziose frazioni nelle quali scambiare qualche parola, suggestive chiesette rurali, e cosi’ proseguendo, fino ad affacciarsi sullo splendido Lago d’Orta dal belvedere del Santuario della Madonna del Sasso.

…ma per quale ragione “I sentieri del granito”?

Ordunque abbiamo un po’…mentito nel far intendere che la zona sia ormai completamente trascurata e non ci siano motivi particolari per farvi visita…

Negli ultimi anni, infatti, grazie ai caparbi studi di una equipe internazionale di geologi e’ stato appurato che molte  differenti formazioni rocciose presenti in loco che in ogni caso da tempo immemore avevano attirato l’attenzione per la loro singolarita’, erano tutte riconducibili alle conseguenze di un evento catastrofico verificatosi nella zona circa 280 milioni di anni fa: il collasso della caldera di un “supervulcano”!

Ma la reale unicita’ di cio’ che e’ avvenuto in Valsesia non consiste tanto nel supervulcano in se’ (ne sono presenti numerosi in tutto il mondo), quanto nel fatto che la successiva nascita delle Alpi, circa 220 milioni di anni dopo, ha portato in superficie l’intera stratigrafia geologica “stendendola” per una ventina di chilometri da Prato Sesia ai “Graniti di Roccapietra” (eccoli, finalmente…), fino alle Peridotiti di Balmuccia: dunque un paradiso per gli appassionati di geologia.

Non ci addentreremmo troppo nel descrivere come si e’ generata la suddetta stratigrafia: per chi volesse approfondire l’argomento, nelle librerie di Borgosesia e Varallo e’ disponibile la pubblicazione “L’incredibile storia del supervulcano del Sesia” di Silvano Sinigoi, in cui l’autore (peraltro facente parte della succitata equipe di geologi), in modo divulgativo rende facilmente comprensibile quanto al profano non lo sarebbe. Sul territorio invece, per chi volesse effettuare una specifica visita a tema geologico opera l’Associazione Geoturistica “Supervulcano Valsesia”  (www.supervulcano.it).

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