Casarsa della Delizia Versuta

“Cominciò così il nostro esodo da Casarsa a Versuta, dove io fin dall’ottobre del ’43, avevo affittato una specie di granaio, che già aveva fornito rifugio ai miei libri. […] Infine, sfuggiti al memorabile rastrellamento dei primi di ottobre, e appunto in seguito a questo, decidemmo senz’altro di partire da Casarsa; io trasportai tutto quello che mi fu possibile con una carriola da Casarsa a Versuta, attraverso i campi stillanti e odorosi, sotto quel cielo…” (P. P. Pasolini, Un paese di temporali e di primule, a cura di Nico Naldini, Ed. Guanda p. 145 “Quello lì è il mio padrone”)

Voglio iniziare così, con le parole di Pier Paolo Pasolini, la descrizione di questo breve sentiero che attraversa una piccola parte di Friuli, collegando Casarsa a Versuta. Un sentiero breve e molto semplice, quasi un sentiero da nulla, però…è stato così bello camminare in mezzo ai vigneti,

Ammappato il 2 dicembre 2013

Ammappato da: Tonina e Dante

Altro da sapere

Riassunto del percorso:

Partenza dalla chiesa di S. Croce e B. V. del Rosario a Casarsa.

Andare verso Piazza Italia.

Girare a sx in via XXIV Maggio.

Girare a sx su Viale Udine e poi la prima a dx, via Aguzze.

Oltrepassare il sottopassaggio della ferrovia.

Dopo 400 mt girare a sinistra in via delle Armentarezze.

Dopo 100 mt girare a dx in via Spinis.

Prendete la strada sterrata a dx.

Alla biforcazione prendete a sx verso il paese di Versuta.

Il percorso è per l’80 per cento asfaltato, ma quando lo abbiamo fatto non abbiamo incontrato nemmeno una macchina, dunque è probabilmente poco o pochissimo trafficato.

Si può fare tranquillamente in bicicletta arrivando da Casarsa a Versuta in un battibaleno! A cavallo si può certamente andare, e poi si può far fare conoscenza al nostro fedele amico con i bei cavalli legati all’inizio di Versuta!

Dove prendere un caffè: a Casarsa c’è un vecchio bar, proprio di fronte alla casa dove visse Pasolini con la madre, e che ora è diventata il Centro Studi Pasolini. Vi consiglio di visitare il centro studi e poi attraversare la strada e entrare nel bar di Gigiòn (così si chiama il vecchio proprietario), dove troverete un’accoglienza sincera e un po’ antica, un buon caffè e un bicchiere di buon vino friulano a prezzi veramente d’altri tempi. Anche i panini sono buoni, schietti e sinceri!

Percorso ammappato il 23 novembre 2013 da Tonina Brilli e Dante Mazzi, in una giornata di sole.

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