Bruxelles

Così ci riposiamo dal nostro cammino, dal nostro imbracciare lo zaino ogni giorno, dal nostro percorrere le vie d’Europa per cinque mesi e mezzo, giunti al termine di quello che abbiamo chiamato Paese Europa. E terminiamo dentro le parole e nei ringraziamenti: non è affatto scontato che una delegazione di parlamentari trovino il tempo di ascoltarci, si scomodino per due semplici cittadini, per quanto questo dovrebbe essere una parte del loro lavoro. Ma i ringraziamenti nel nostro caso non sono soltanto formali perché questo incontro con voi oggi, stabilito a monte del viaggio e facente parte del progetto stesso, ci ha dato la possibilità di aggiungere il livello politico-istituzionale al nostro camminare. Continue reading

Arlon – Waterloo

Ovvero “Abbiamo novanta possibilità su cento”

Nella piazza principale di Arlon c’è un carro armato alleato, come un monumento. Nei boschi ondulati delle Ardenne si sente spesso il rombo degli aerei da caccia. E’ autunno e ad ogni folata di vento i soldati cadono a terra in una poesia di pioggia gialla. Da una parte schieramenti di immensi abeti, dall’altra l’ordinata pattuglia di pini, nelle retrovie un intrico indisciplinato di faggi e querce. Si scrutano nella nebbia in attesa degli ordini e i colori del sottobosco sono quelli delle loro divise. Le armate tedesche e francesi si massacrano per giorni a sud di Neufchateau nell’agosto del 1914. Continue reading

Thionville – Arlon

ovvero Noi lussemburghesi

Il tempo è in assoluto il protagonista negativo della storia degli ultimi secoli. Caduto ogni scopo verso cui organizzare vita e società, non rimane altro che affrettarsi senza senso sulla ruota dell’inutile ed eterno “fare”. “Mi affretto dunque sono” come dicono i filosofi, come facciamo tutti noi nelle nostre vite quotidiane. Ribellandoci con disperazione a tutto questo ci siamo presi tanto tempo: 6 mesi. Ma cosa sono in realtà? Quasi nulla, eppure un tempo bastevole per farci assaporare una considerazione che, come si suol dire, vale il biglietto. Non è il tempo il problema, ma la perdita del senso dello spazio. Continue reading

Strasbourg – Thionville

ovvero Cousines

E’ il 7 settembre, ma dal colore plumbeo del cielo e dal vento freddo che tira sembra di essere a novembre inoltrato. Scende quella pioggia leggerissima che vortica invisibile nell’aria e che in mezz’ora ti bagna come fossi sotto un’acquazzone. Da sotto i cappucci gocciolanti del k-way scorgiamo una moderna linea del TGV che si perde dentro il buio di una galleria. Rimaniamo qualche istante a contemplare quei binari, non perché vorremmo finalmente essere più veloci e liberi di andare, ma perché sono paralleli, tenuti insieme dalle traversine e finiscono chissà dove, un’immagine simbolo che ci colpisce a fondo. Continue reading

Freiburg im Breisgau – Strasbourg

ovvero L’oro del Reno

Assomiglio al mio cammino, sono lento, lento di comprendonio. Mi ci sono voluti 2000 km per capire una semplicissima cosa. Quale cosa? Piano con la curiosità, se io sono lento non capisco perché voi vogliate adesso avere fretta…

Eravamo in una ricca parte del sud della Germania chiamata Kaiserstulh. Si trova tra Friburgo e il Reno. Una serie di colline completamente ricoperte di vigne. La giornata era afosa. Continue reading

Ludwigshafen – Freiburg im Breisgau

Ovvero La conquista dell’inutile

Nel dicembre del 1974 Werner Herzog viene a sapere della grave malattia della sua amica Lotte Eisner, che si trova in un ospedale di Parigi. Mette l’occorrente nello zaino e parte a piedi da Monaco di Baviera, nella assurda certezza che finché fosse in cammino la sua amica sarebbe rimasta viva. Prende la strada più diretta, che passa per la Foresta Nera, dove siamo passati anche noi. Il nostro cammino e quello di Herzog s’incontrano dunque in questi sconfinati boschi e il mio pensiero mentre li attraversiamo va naturalmente a lui, al suo diario di viaggio che quattro anni più tardi diventerà un libro, alla poetica dei suoi film e documentari. Ad un tratto, se non ricordo male, si domanda perché stia facendo tutto questo. Internet mi viene in soccorso. Continue reading

Friedrichshafen – Ludwigshafen

Ovvero Del lento dileguarsi della coscienza

Non sempre quello che ci accade è immediatamente disponibile per un’elaborazione ragionata che prenda la forma di un racconto e già intravedo, ora che mi metto sul foglio a scrivere, quanto sarà difficile per me spiegare questi ultimi 60 km di cammino trascorsi sulle rive del Bodensee. Sono state giornate semplici, sia per quanto riguarda le strade da trovare, sia per gli alloggi, sia per il tempo atmosferico, sempre fresco e sereno. Continue reading

Immenstadt – Friedrichshafen

Ovvero la Lezione di Bricco

Un giorno ho detto a Marina: “Le difficoltà dell’inizio le abbiamo passate, la torrida e infinita Pianura Padana è alle spalle, le gigantesche Alpi dileguano all’orizzonte svelando morbide, fresche e verdissime colline… vedrai che adesso non ci rimarrà altro da fare che godere, finalmente, della nostra conquistata prestanza fisica e del conciliante paesaggio bavarese, e sarà come camminare nell’archetipo del paradiso mantenuto dalla perizia di un giardiniere tedesco in pensione”. Marina mi ha guardato e non ha detto nulla, perché è saggia e sa che i miei entusiasmi vanno presi con le molle. Continue reading

Reutte – Immenstadt

Ovvero: “Ogni teoria è grigia e verde è il magnifico albero della vita” Goethe

Passo molto tempo sulle mappe, ho una specie di mania. Possono essere quelle cartacee come quelle on-line, ma anche cartelloni turistici. Appena ne vedo una mi fisso a guardarla per capire quale strada intraprendere il giorno dopo. Ipotizzo, progetto, traccio percorsi e immagino i luoghi che quelle mappe rappresentano. Quello che puntualmente scopro è che c’è un enorme scarto tra l’immaginazione e le cose come stanno realmente. Come dice Bateson: “La mappa non è il territorio”. Quest’ultimo è sempre più bello, grande, ricco di irrappresentabili particolari. Quando entro nel paesaggio non rimane nemmeno il ricordo di quello che avevo per così tanto tempo immaginato. Continue reading

La valle del fiume Leutasch

Chi sono i veri mappatori? I fiumi. Quando ancora non c’era nessuno che poteva riconoscere il proprio volto negli stagni e il mondo non aveva nessun doppio nella coscienza degli uomini, c’erano però i corsi d’acqua che scendevano nei luoghi più impervi, aprendo vie, dilatando interstizi, indicando il passo per meglio scendere a valle. L’opera dei fiumi è costante da milioni di anni e le civiltà dipendono dallo scorrere delle acque. I primi insediamenti, i trasporti, i commerci… tutto realizzato insieme all’acqua, al suo fianco, con la sua benedizione. Il Passo del Brennero, per esempio, questo antichissimo luogo di passaggio per uomini di tutte le epoche, lo hanno segnato il fiume Sill da parte nord e l’Isarco a sud. Solo milioni di anni dopo arrivarono i Reti e dunque i Romani, e non fecero altro che segnare la via già aperta da questi esploratori esperti. Nessuno si è mai sognato di iniziare un’attività umana dove non passasse un corso d’acqua, nessuno ha mai osato allontanarsi dalle rive per compiere lunghi viaggi. Continue reading

Innsbruck

Camminiamo alle sette di domenica mattina per la valle desolata del fiume Sill, che conduce da Matrei am Brenner a Innsbruck. Passiamo decine di frazioni tutte uguali, ognuna con la chiesa ma nemmeno l’ombra di un caffè. Dobbiamo fare 10 km per la prima Gasthaus. Si trova a S. Peter e qui ci riforniamo di caffeina, alla modica cifra di 2,5 euro a tazza. Per le strade incominciano a vedersi signore in tailleur e uomini in giacca e cravatta, che tornano dalla messa e salutano cordialmente. Le nuvole là in fondo non ci lasciano vedere la Capitale delle Alpi, ma solo immaginarla. Continue reading

Maria Luggau – Obertilliach – Sillian

Ovvero la Carinzia e il Tirolo austriaco lungo il corso del Gail e della Drava

Maria Luggau è un piccolissimo paese della Carinzia, dove abitano 180 persone circa. Il posto è famoso per il pellegrinaggio che da Forni Avoltri si compie tutti gli anni a Settembre, un buon modo per testimoniare le buone relazioni che qui intercorrono tra italiani e austriaci. Ogni collina, perfettamente rasata, di un verde da non credere, ha la sua cappella, il suo crocifisso o la sua chiesetta. Ce lo avevano detto: “Di là sono cattolicissimi, la domenica stanno tutti a messa”. Continue reading