Casasco – Magrassi

Un bell’anello, tranquillo, tutto asfalto con traffico quasi nullo nella prima parte e inesistente nella seconda.
Se nei giorni precedenti ha piovuto questo è uno dei percorsi ideali: senza terreno bagnato, ma senza rinunciare al bellissimo paesaggio collinare con, se sereno, la vista delle Alpi e un Monviso che fa bella mostra di sé; la prima parte fra campi coltivati e vigneti, la seconda in rado bosco, poi un percorso di crinale con bei panorami.
Durante l’itinerario non si trovano locali di ristoro, neppure in Casasco: solo una fontanella di acqua potabile a metà percorso.

E’ comunque facile, tornando in val Curone o proseguendo in val Grue, trovare numerose trattorie con cucina locale.
A 8 km da Casasco, in val Grue, la bella cittadina di Garbagna (famosa, in stagione, per le ciliegie con relativa sagra) con vari negozi di antiquariato ed un centro storico antico (era una stazione di posta fra Genova e Milano). Ad una distanza quasi analoga, ma in val Curone, la altrettanto bella cittadina di San Sebastiano Curone con varie manifestazioni artistiche fra cui Artinborgo (http://www.artinborgo.it/ ) e, per i più prosaici, la fiera del tartufo e la produzione del Salame Nobile del Giarone.

Si parte da Casasco dove si arriva percorrendo la provinciale della val Curone e girando poi sulla destra (chiare indicazioni) in salita. Poco dopo si arriva a Casasco, già assaporando con gli occhi i bei paesaggi collinari, selvaggi e boscosi. Si deve attraversare il paese (questione di 100 o 200 metri) per parcheggiare alla pesa (forse ex) pubblica (44.82638 – 9.00522).
Ci si troverà  ad un incrocio: una strada l’abbiamo appena percorsa per arrivare, una volge in discesa verso il panorama, l’altra è quella che faremo al ritorno.
Prendiamo per la discesa ammirando il panorama e i piccoli paesi che si annidano sui fianchi della collina di fronte fra i quali Montemarzino e Segagliate.
Dopo 2 km di discesa si prende una deviazione a sinistra (andando diritto si sbucherebbe sulla provinciale della val Grue) trovandosi a Cascina Romulin. Finita la discesa  inizia, dopo un breve tratto piano, una salita che a dolci tornanti, ci riporterà alla quota iniziale. La strada che andiamo percorrendo è sempre ben asfaltata, ma priva di traffico (ancor meno della precedente!) e consente quindi di respirare a pieni polmoni.
Si sale senza possibilità di errore fino ad arrivare ad un bivio: siamo a 4,25 km dal parcheggio. Suggerisco di prendere a sinistra per entrare nella frazione di Magrassi, piccolo centro abitato, forse anticamente un castello, con poche case di “domenicali” gustosamente ristrutturate. Dalla cima del paese il panorama è particolarmente aperto verso le colline circostanti, le Alpi e la pianura.
Si attraversa il paese e in breve si arriva alla parrocchiale, aperto solo la domenica. A fianco una simpatica area arredata con tavoli, panche, acqua potabile e quadro descrittivo dei sentieri e della fauna del territorio (km 4,7). Più che valido per una merenda e/o un picnic. Si continua ancora un poco per la strada che passa per il crinale: sulla nostra sinistra il paese di Casasco, punto di partenza e arrivo della nostra passeggiata. Circa 300 mt dopo l’area di sosta si prende un bivio sulla sinistra che in falsopiano torna al parcheggio: in totale, meno di 7 km.
Volendo fare pochissima strada in più, all’ultimo bivio, invece di voltare a sinistra, si può andare a diritto per arrivare in circa 300 mt all’Osservatorio di Casasco ( http://www.astroambiente.org/ ).Da lì il panorama è ancora diverso, oltre a poter partecipare, se aperto, a qualche attività divulgativa.

Cattedrale San Lorenzo (Viterbo) – Porta Romana (Viterbo)

Giro delle mura di Viterbo

Questo percorso è stato svolto dai ragazzi MSNA del progetto “Il mio itinerario di viaggio”. Essendo il primo di tre escursioni è stato il più breve e semplice. Interamente nell’area urbana di Viterbo, ne costeggia le mura.

Il percorso

Partenza da Piazza del Duomo di Viterbo, scendiamo a Via San Clemente e giriamo a sinistra. Alla fine di Via San Clemente svoltiamo a destra e poi dopo pochi metri a sinistra per entrare dentro Porta Faul. Seguiamo il marciapiedi. Siamo dentro un giardino e costeggiamo le mura della città. Arrivati ai palazzi marroni continuiamo su marciapiede, dopodiché svoltiamo a sinistra a Via del Carmine per il quartiere di Pianoscarano, sotto la porta. Subito giriamo a destra per Via della Polveriera. Arrivati all’incrocio giriamo a destra e Via dei Giardini. Arriviamo così vicino ad un lavatoio dove in passato le donne venivano a lavare i panni. Si esce da Porta San Pietro e si gira subito a sinistra, Via delle Fortezze.

Sorpassiamo Porta Romana e costeggiamo le mura, tenendoci fuori dall’antico abitato. Passiamo porta della Verità e l’Ospedale, siamo dunque a Porta Sant’Andrea e continuiamo lungo le mura. Entriamo dentro al Parco Melvin Johns, sempre costeggiando le mura. Dopodiché incontriamo Porta Murata e andando sempre avanti arriviamo fino a Porta Fiorentina, dove gireremo a sinistra, per Piazza della Rocca. Dopodiché prendiamo Via Matteotti a scendere (si passa così vicino a Via San Francesco 3, dove è situata la casa famiglia).

Giriamo a destra per Via di San Luca e siamo arrivati a Piazza dei Caduti. Andiamo verso Piazza delle Erbe. Qui andiamo a destra e arriviamo alla Piazza del Comune, dove prenderemo Via San Lorenzo. A Piazza della Morte proseguiamo per Piazza San Lorenzo, nostro punto di partenza e di arrivo.

Merano – Lana di Sotto

Per iniziare il percorso suburbano, prendere a riferimento il centralissimo Ponte di Via Piave che attraversa il Rio Passiria. Questa scelta è dettata dalla praticità del luogo, molto noto ai meranesi e facilmente rintracciabile nei pressi del quale, durante le festività natalizie, ha luogo il noto mercatino della città sul lungo fiume. Il ponte, risulta inoltre equidistante sia dal cuore del centro storico, dal quale poter muovere i primi passi dopo una visita al bel DUOMO DI SAN NICOLO’ e la CAPPELLA DI SANTA BARBARA, sia dalla stazione ferroviaria ad est, ben servita da mezzi pubblici e attrezzata per l’affitto di biciclette nel caso in cui si voglia spendere mezza giornata pedalando.

Attraversare il ponte, sotto il quale gli abitanti nei mesi più caldi sono soliti sostare per immergersi nelle acque del rio, per poi continuare dritto, superando la grande stazione termale cittadina alla propria sinistra.

Continuare quindi dritto sul marciapiede di Via Piave superando la prima ampia rotonda, per raggiungere, in meno di 1 km, Piazza del Ricovero dalla quale imboccare, girando a destra, Via delle Palade, che costeggia nella sua interezza, sul lato destro, il famoso Ippodromo di Maia sempre molto affollato e vivace.

Giunti alla fine del rettilineo di Via delle Palade, in coincidenza delle stalle dell’ippodromo visibili oltre il muretto di recinzione, raggiungere la piccola fermata ferroviaria di Maia Bassa che sbarra la strada obbligando a girare a destra alla piccola rotonda di fronte. Continuare quindi sulla piccola rampa in salita, ancora su Via delle Palade, per affrontare una curva a gomito a sinistra che attraversa lo svincolo che porta al di là del Fiume Adige, della ferrovia e della rumorosa SS38/Mebo.

Ridiscendere lo svincolo, avendo cura di girare immediatamente sulla piccola Via della Chiesa che s’immette da destra, stradina asfaltata che in pochi passi, inizierà una forte salita su alcune curve fra le prime costruzioni della località d Marlengo. In circa 10 minuti, si guadagnerà così la sommità della collinetta a 350 mt di altitudine, proprio ai piedi del Monte S. Vigilio, nel centro del dell’ampia piazza centrale all’ombra dello svettante edificio sacro che domina la valle dall’alto, sulla citadina di Merano.

Si tratta della CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA, edificio smaccatamente neogotico del XIX sec. ma dalla torre e con la cappelletta laterale del cimitero risalenti al XIII sec.

Dopo la visita e una pausa sulle numerose panchine della piazza, nei pressi di un fontanile ricco d’acqua fresca, ridiscendere la collina seguendo la via principale SP5/Via Cantina tenendo vigneti e meleti in alternanza alla propria destra in direzione di Cermes e Lana.

Al bivio tenere la destra ricongiungendosi con la SS38/Via Palade e giungere Cermes con altri 2,5 km passeggiando sul comodo marciapiede sempre fra i campi agricoli. Poco dopo l’ingresso in paese, in concomitanza di un bar sulla destra, attraversare la via principale per ridiscendere verso sinistra puntando il campanile della piccola Chiesa di San Sebastiano e percorrendo il Vicolo Seidl, poi Via San Nicolò, per un brevissimo tratto. Seguendo la strada, arrivare ai piedi della chiesetta, appoggiata nell’ombra di un giardinetto dalla folta vegetazione, 30 mt più in alto a destra.

Dallo stesso punto, per proseguire, ridiscendere invece a sinistra su Via Tojen, comoda strada di servizio fra i campi, che in altri 2 km porterà ad attraversare prima Via Max Valier, e subito appresso il letto dell’Adige che ridiscende dalla val Venosta dopo aver attraversato Merano posta alle proprie spalle.

Risalire il corso del fiume per circa 1,5 km percorrendo la ciclopedonale di Via delle Quercie (poi via J.Kravogl dopo l’incrocio con Via Giardini) per entrare nell’abitato di Lana dal settore nord del paese, e con un altro chilometro totale, raggiungere la centrale Via Gries, dopo aver attraversato l’incrocio con Via Madonna del Suffragio. Via Gries, con alcune perpendicolari, costituisce un’area pedonale ricca di attività commerciali, bar e ristoranti, posti sotto dei portichetti di edifici moderni. Percorrerne un breve tratto verso sinistra seguendo la leggera discesa, per giungere alla fine dell’area pedonale proprio di fronte ad un piccolo slargo con fontana, sul lato della bassa e tozza Chiesetta dei Cappuccini.

Imboccare quindi Via dei Cappuccini passando di fronte l’ingresso della chiesa girando a destra e non abbandonarla più, camminando in piano fra piccole abitazioni, e più avanti campi coltivati, per almeno 4 km, tenendo presente che a metà percorso cambierà nome in Via della Chiesa.

Trattandosi di una piccola strada di paese, che non offre grandi mutamenti di paesaggio o punti di riferimento facilmente riconoscibili, avere cura di svoltare a destra in salita sulla piccola Via di Santa Margherita quasi confondibile con l’ingresso di un gruppetto di case private poste ai piedi del pendio. Superarle, e in altri 250 mt, lungo un paio di rampe abbastanza ripide, giungere al piccolo spiazzo di fronte alla defilata CHIESA DI SANTA MARGHERITA piccolo edificio religioso molto antico, noto per l’incredibile ciclo di affreschi che custodisce al suo interno.

Per raggiungere la meta finale, ridiscendere quindi sui propri passi per andare a incorciare nuovamente la via principale sottostante e girare verso destra. A meno di mezzo chilometro, visibile a tratti lungo il percorso, l’alto campanile della CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA, luogo di culto famoso e importante per la storia della zona e per la rilevanza architettonica ed artistica al quale si accederà, superato un cancelletto, proprio al di sotto della base della torre affrescata, sul lato dell’abside dell’imponente edificio.

Tutto intorno, un vasto e ordinato cimitero, nel quale passeggiare nel silenzio più assoluto.

Monte Sacro, Quartiere di Roma – Basilica di San Pietro, Roma

Questo percorso è stato mappato dal progetto Slow Sabina e fa parte dell’itinerario denominato Via di Francesco, che va da Assisi a Roma. A questo link potete visitare la tappa nel sito di Slow Sabina.

DETTAGLIO PERCORSO
Si lascia Piazza Sempione dirigendosi verso il centro percorrendo Via Nomentana. Subito dopo il ponte sull’Aniene, si svolta a destra in Via Valsolda e si imbocca la pista ciclo-pedonale che segue il corso del fiume. Attraversata la Via Salaria all’altezza dell’incrocio con Viale Somalia, si prosegue lungo la pista tra la Via Olimpica e Monte Antenne, per raggiungere Via della Moschea e Viale Maresciallo Pilsudski; si passa poi vicino all’Auditorium “Parco della Musica” e al Palazzetto dello Sport, svoltando quindi a destra per Viale Tiziano fino a raggiungere e attraversare Ponte Milvio, uno dei più antichi (IV-III secolo a.C.) e importanti ponti dell’Urbe, presso cui confluivano, oltre alle vie Cassia e Flaminia, anche la Clodia e la Veientana. Era inizialmente di legno; poi fu rifatto ex-novo e prese il nome del magistrato che ne autorizzò la costruzione in muratura, tale Molvius, donde Molvio e quindi Milvio. La pista prosegue lungo la riva destra del Tevere. All’altezza di Ponte Sant’Angelo la si lascia e si sale la scala che conduce al livello stradale, di fronte a Via della Conciliazione, in fondo alla quale si staglia in tutta la sua imponenza la Basilica di San Pietro, sotto il cui altare centrale, poco distante dal luogo in cui sorgeva il Circo di Nerone, è stata ritrovata la Tomba di Pietro, l’apostolo a cui Gesù affidò il compito di guidare la Chiesa. Raggiunta la Piazza e l’ufficio dell’Opera Romana Pellegrinaggi possiamo finalmente ritirare il nostro Testimonium.

Via Pisoniano – Via Costanzo Cloro

Fotoleggendo Walk 2016 è un itinerario urbano (o meglio sarebbe dire sub-urbano) che passa per tutti gli spazi espositivi di Fotoleggendo a Roma, intercettando zone residuali, parchi abbandonati, sporche pinete, quartieri periferici; attraversando la Stazione Tiburtina, il cimitero del Verano, il deposito dell’Atac, il Parco della Caffarella; passando per la Via Appia, i quartieri di Garbatella e Piramide. Un grande e impegnativo viaggio nel Terzo Paesaggio. Un manifesto camminante della Città Capitale d’Italia.

Il percorso

La partenza del nostro percorso è situata a Via Pisoniano 9, davanti alla galleria 001. All’angolo tra Viale della Venezia Giulia e Via della Stazione Prenestina c’è un muretto. Qui si diparte un sentiero che entra nella pineta del Parco Pier Paolo Pasolini e che lo attraversa in diagonale (bisogna salire sul muretto). Dunque con il sentiero scendiamo su Via Attilio Hortis, una strada a doppio senso che va verso la Stazione Prenestina. Facciamo giusto 40 metri a sinistra e subito prendiamo sulla destra un sentierino che va per zone degradate e sporche. Questo sentiero con erba alta arriva ad un muro con graffiti, qui giriamo a destra e lo aggiriamo, andando quindi a sinistra per vedere gli orti urbani, gestiti dal condominio che vediamo davanti a noi. Dopodiché scendiamo per la strada verso Villa Gordiani e Via Tolmezzo, che prendiamo a sinistra. In fondo alla via giriamo a destra per Via Montona.

Arrivati  di nuovo a Viale della Venezia Giulia la imbocchiamo a sinistra per 30 metri e giriamo subito alla prima a sinistra. Vediamo delle strane costruzioni al centro della strada, probabilmente degli edifici adibiti a negozi, in passato. Giunti a Largo delle Terme Giordane ci si infila con una strada tra i palazzi e la ringhiera (Via Albona) che costeggia la ferrovia. La percorriamo tutta refrigerati dall’ombra dei platani. Arrivati a Via Rovigno d’Istria entriamo, davanti a noi, nel cancelletto verde che ci fa visitare i cortili dei palazzi, fino ad uscire a Via Lussimpiccolo, dall’altra parte, parallela. La prendiamo a sinistra per pochi metri e poi andiamo a destra verso le scale che portano sul cavalcavia di Via della Serenissima. La prendiamo a sinistra per qualche centinaio di metri, facendo attenzione a due vie che la intersecano e che dobbiamo attraversare, molto trafficate. Si gira dunque a sinistra laddove una ringhiera si apre e ci conduce ad un sentiero, sempre a sinistra, abbastanza battuto, che entra nell’incolto. Costeggiamo in questo modo una strada a destra e un ampio paesaggio a sinistra, fino a quando un cancelletto (da aprire e chiudere) non ci fa uscire sulla strada a destra. Andiamo dritti passando attraverso roulotte e mercati fino ad arrivare a Largo Balsamo Crivelli. Qui attraversiamo la strada e andiamo a sinistra (Via Alberto Bergamini), costeggiando il muretto rosa/azzurro. Arrivati ad un parco urbano lo si attraversa mantenendosi sulla destra e giunti alla Conad si svolta a destra per Via Facchinetti. Al semaforo si svolta a sinistra a Via Giuseppe Donati – Giornalista. In fondo alla strada si svolta a destra su Via di Casal Bruciato e ci si infila in un parchetto al cancello a sinistra. Si attraversa il parco (Parco Casal Bruciato) fino ad uscire a Via dei Cluniacensi, che va imboccata a destra. Si sbuca così sulla Tiburtina che va presa a sinistra fino a Via Dei Durantini, che costeggia il Tiburtina Shopping Center. Ad un tratto, sulla sinistra, dopo 500 metri circa dalla Tiburtina, si apre un sentiero che scende, tra gli alberi. Lo prendiamo e dopo pochi metri, ad un bivio, giriamo a sinistra, entrando così in un quartiere molto caratteristico. Andando sempre dritti si arriva a Officinenove, uno degli spazi espositivi di Fotoleggendo.

Da Officine Nove si prosegue su strada brecciata che ci conduce a Via dei Monti di Pietralata che arriva in una zona transitabile solo a piedi (sbarrata da grandi massi di cemento). Alla nostra sinistra la Stazione Tiburtina.  Si percorre così questa lunga strada costellata da attività artigianali per poi arrivare ad una rotatoria a cui svoltare  a sinistra e poi ancora a sinistra sul marciapiedi. Ci si dirige così verso la Stazione, ci si entra dentro e la si attraversa per intero usando scale mobili e lunghi e ampi corridoi. Uscendo dalla Stazione (laddove ci sono le fermate degli autobus) e passando sotto al cavalcavia della tangenziale si va verso la stazione dei pullman. Fuori dal parcheggio si arriva davanti al Cimitero del Verano, grazie ad un passaggio pedonale sulla Tiburtina. Siamo ad una entrata/uscita secondaria del cimitero e dovremo percorrerlo tutto in direzione sud-ovest fino ad uscire alla Basilica di San Lorenzo Fuori le mura. Il cimitero è stupendo ed è consigliabile perdercisi dentro per una buona oretta.

Dalla Basilica prendiamo la Tiburtina verso la Stazione Termini, orientandoci con la torre piezometrica bianca con le scale a spirale. Al numero 149/151 troviamo la seconda tappa della nostra escursione urbana, ovvero la galleria Matèria. Da qui si torna indietro per poche decine di metri e si prende la prima a destra Via degli Ausoni. Qui troviamo l’ISFCI, terza tappa del nostro cammino. Usciti dall’ISFCI prendiamo Via degli Ausoni, poi piazza dei Sanniti e ancora Via degli Ausoni, dunque si gira a destra per Via dei Sabelli e la percorriamo tutta, il che ci permette di attraversare interamente il quartiere di San Lorenzo, fino a raggiungere le mura. Qui andiamo a sinistra e le costeggiamo. Si arriva a Via Scalo di San Lorenzo, andiamo a destra e passiamo sotto la ferrovia, dopodiché a Piazza di Porta Maggiore giriamo a sinistra e ripassiamo sotto la ferrovia andando per Via Prenestina. Giunti al deposito dell’ATAC (Piazza Cavallini) andiamo per Via del Pigneto. Attraversiamo la strada al semaforo e siamo dentro all’area pedonale del Pigneto. Svoltiamo a Via Campobasso e alla fine della via (che diventa Via Avellino) sulla destra ci troviamo Interzone.

Da qui torniamo indietro e svoltiamo a destra a Via del Pigneto, dopodiché passiamo il ponte sulla ferrovia e andiamo avanti (passando accanto alla stazione della metro). Giriamo a sinistra per Via Brancaleone e poi a destra per Via Gentile da Mogliano. Poi prendiamo Via Ettore Giovenale. Qui si trova lo spazio espositivo Microprisma. Torniamo indietro e andiamo sempre avanti. Si passa così vicino al vicolo dove era la casa di Accattone del film di Pier Paolo Pasolini; al bivio a T si gira a destra e siamo di nuovo a Via del Pigneto. Poi si gira subito a sinistra per Via Baldi per arrivare all’incrocio e girare a Via Ignazio Danti. Ignazio Danti esce sulla Casilina che prendiamo a destra per qualche centinaio di metri, poi sorpassando la ferrovia e andando per delle scalette a sinistra si arriva a Via del Mandrione (passando nuovamente sotto la ferrovia). Prima dell’arco antico si svolta a sinistra sempre per Via del Mandrione. Sulla destra, dopo poco, ci troviamo un’apertura (il passetto) che con delle tegole dipinte a mò di cartello stradale ci indica Via Assisi. Entriamo così in alcuni vicoli stretti e caratteristici  fino ad uscire a Via Assisi con una rampa. Facciamo tutta Via Assisi. Incrociamo la Tuscolana e proseguiamo sempre dritti per Via Veturia. Si arriva a Via Appia Nuova e qui sempre dritti per Via Gino Capponi. Giunti in fondo a Via Colletta si svolta a sinistra e si arriva a Via Latina. Facciamo pochi metri a destra e prendiamo a sinistra Via Ughelli. Da qui prendiamo Via Coppi e ci dirigiamo verso il Parco della Caffarella. Alla fine di Via Coppi infatti troviamo il cancello del parco. Entriamo e prendiamo il sentiero che scende ad un ponticello, dopodiché andiamo verso destra (si apre la vista sui castelli romani). Sorpassiamo con un ponte un ruscello e ci si presenta un trivio a cui andare dritti. Dopo una salitella troviamo un bivio e qui andiamo a destra entrando così in un boschetto. All’incrocio a T andiamo a destra e usciamo dal Parco (Via della Caffarella). La strada diventa asfaltata e anche obbligata. A destra e sinistra case e ville, fino ad uscire sull’Appia, che prendiamo a destra. Facciamo questo pezzo di Appia Antica fino all’Ardeatina e qui svoltiamo a destra. Percorriamo circa 350 metri e giriamo a sinistra per Via della Travicella, fatta di sanpietrini. Andando sempre dritti sbuchiamo su di una strada asfaltata con guardrail, passiamo sotto alla recinzione di ferro e andiamo a destra passando sotto alla Cristoforo Colombo. Questa via si chiama Via Bartolomeo Diaz e arriva a incrociare Via Giovanni da Verrazzano, da prendere a destra verso Eataly, che vediamo. Arrivati a Eataly e Rocco Balocco prendiamo il sottopasso per la metro B e facciamo un buon tratto sotto terra fino ad arrivare a Via delle Cave Ardeatine (davanti all’ACEA). Qui svoltiamo a sinistra verso la Piramide. Alla metro ci manteniamo a sinistra e passata la stazione per il Lido di Ostia andiamo a sinistra per Via Ostiense. Qui la prima a sinistra e ci troviamo al Parco Museo Ferroviario.

Riprendiamo Via Ostiense direzione Basilica di San Paolo e arrivati alla Circonvallazione Ostiense andiamo a sinistra, puntando il ponte nuovo dedicato a Settimia Spizzichino. Ma andiamo leggermente a destra della via che porta al ponte, per poi salire con delle scale al ponte della metro, dove c’è una galleria fotografica all’aperto. Alla metro andiamo a destra e con una salita sempre a destra andiamo in un parcheggio. Alla fine del parcheggio ci sono delle scalette da prendere, che ci portano a Piazza Giancarlo Vallauri. Qui prendiamo a destra per un tunnel “artistico” e fotografico. Con delle scale arriviamo in uno spiazzo e la prima a sinistra è Via Libetta dove c’è Officine Fotografiche.

Da qui continuiamo ancora per Via Libetta e giriamo a sinistra per Via Giulio Rocco, dopodiché ancora a sinistra (in leggera salita). Alla fine troviamo un bivio a T e andiamo a destra per Via Cialdi. Finita questa andiamo a destra per Via delle Sette Chiese e subito a sinistra per Via Leonardo da Vinci. Fatti circa 300 metri si arriva a Via Costanzo Cloro e la si imbocca a sinistra. Poche decine di metri e siamo a WSP Photografy, destinazione finale del nostro itinerario il Fotoleggendo Walk 2016.

Metaponto Lido – Marconia

METAPONTO LIDO-MARCONIA, 17 km

Dal Lido tornare verso la stazione ferroviaria di Metaponto percorrendo la stessa strada del giorno prima a ritroso. Imboccare la strada secondaria che passa di fronte ad un magazzino abbandonato e subito dopo, ad un edificio moderno con la scritta Hotel rotta. Camminare su asfalto per una mezz’ora, la strada è praticamente in disuso. Con l’aiuto del Gpx seguire le strade di servizio fra i campi per raggiungere nuovamente il ponte abbandonato, giungendovi questa volta da sotto, tenendosi il fiume Basento in basso sulla sinistra. Passando sotto la campata del ponte della SS106 e poi di quella del ponte abbandonato, piegare a destra, costeggiarlo e salirvi comodamente passando per il tracciato del giorno prima. Percorrere a ritroso il campo di agrumi abbandonato e il campo incolto per risbucare alla congiunzione fra SP154 e SS 106. Imboccare lo svincolo in salita davanti a noi leggermente alla nostra sinistra che piegherà subito in discesa a destra. Si tratta di una grande strada asfaltata di servizio non utilizzata anche se aperta al traffico. Percorrerla tutta per almeno tre km (tenendosi la SS106 alla propria sinistra nello stesso senso di marcia) e salire in salita a destra sull’unica viuzza privata che si incontra. C’è una sbarra bianca e rossa ben visibile. Continuare su questa strada fino a raggiungere un casa sulla destra, dopo pochi passi imboccare il grosso rettilineo sterrato sulla nostra sinistra che ha il traffico automobilistico interdetto da un grande cancello di metallo grigio.

Camminando fra aziende agricole e campi di fragole, è visibile al fondo la strada per San Teodoro sulla quale si girerà a destra. Questo tratto è aperto ai pedoni e non si incontrano cani sciolti, ma trattandosi di aziende agricole, muoversi con la cautela dovuta al caso. Camminando lungo la strada per San Teodoro, raggiungere sulla sinistra l’imbocco della Contrada Casinello che facendo un grosso “ferro di cavallo” fra casette e campi, va a ricongiungersi sulla strada per San Teodoro dopo almeno sei km di cammino pianeggiante. A questo incrocio girare a destra e a l primo che si incontra dopo cinquecento metri girare a sinistra sulla strada che si chiama “per San Teodoro” a sua volta.

Percorrerla tutta per almeno tre km poi piegare all’incrocio sulla destra e andare ad imboccare dopo duecento metri la grande strada dei quattro caselli che porta direttamente al centro del paese di Marconia in nemmeno due km di cammino.

San Gemini – Terni

Camminando passiamo accanto a centinaia di case o villette sperdute per la campagna. Molte sono seconde case o case abitate ma da una piccola famiglia, senza orto e lontane da tutto. Come riescono a vivere? Grazie all’automobile, simbolo della nostra era. Ma qualsiasi era non è eterna e se un giorno il petrolio dovesse finire con esso finirebbe anche il senso di queste isolate abitazioni, che diventerebbero ruderi senz’anima, santuari di un’epoca passata.

Il percorso

Da Piazza San Francesco di San Gemini prendiamo Via Venezia fino ad oltrepassare la porta, prendiamo a scendere Via I Maggio e poi dopo qualche centinaio di metri Via Piave sulla destra che scende decisa. Al primo bivio prendiamo Località San Gemine. Quindi si gira a destra puntando la superstrada e la si supera con un sottopasso. Dunque usciti dal sottopasso proseguiamo dritto per il laghetto artificiale e superiamo il Fosso Tarquinio. Dopo il torrente prendiamo la strada bianca in salita e vedrete che 250 metri c’è una deviazione sulla destra da non prendere. Bisogna andare verso la casa bianca. Giunti alla fine del viale di pini svoltiamo a destra in diagonale verso Cesi. Questa via ci porta adiacenti alla ferrovia che costeggiamo sulla destra. Al ponticello sulla ferrovia svoltiamo a destra e dopo 50 metri ci manteniamo sulla sinistra. La strada prende la stessa direzione della ferrovia anche se ci si discosta leggermente. Benché asfaltata questa via è praticamente senza automobili. Sulla destra possiamo vedere Narni e più a sinistra Terni. Arrivati al secondo ponticello andiamo a sinistra sotto la ferrovia e imbocchiamo a destra per Via di Mazzamorello. Fate caso ai segni bianco e rossi con un omino al centro disegnato, con tanto di bastone: è il Cammino dei Protomartiri, ben segnato, che oggi ci accompagnerà a Terni. Come da indicazioni, giunti al ponte di ferro, noi proseguiamo dritti.

Alla stazione di Cesi la sorpassiamo, svoltiamo a destra e prendiamo Via Giovanni Ecchio. Questa via si insinua tra ville e case e diventa bianca, dopodiché arriva ad un bivio a T, a cui bisogna andare a destra in discesa. Si passa così sotto alla ferrovia e la strada ridiventa asfaltata. Entriamo dentro al quartiere Gabelletta di Terni. Alcuni cubi di cemento abitati si trovano alla vostra sinistra dopodiché incrociamo Via delle Terre Arnolfe, che va presa a sinistra andando sul comodo marciapiede. Prima dell’edicola, dopo 600 metri, andiamo a sinistra in salita. Se siete arrivati al distributore Erg siete andati troppo avanti. Si arriva dunque al campo di calcio che va costeggiato a sinistra, sotto gli spalti. Si arriva con un sentiero alla stazione di Fosso Canale e si passa dall’altra parte della ferrovia con un tunnell. Alla strada asfaltata andiamo a destra, per qualche chilometro.

Allo stop proseguiamo dritto per Via Pietro Mascagni e alla rotatoria prendiamo Via delle Cinque Strade. Al bivio a T giriamo a destra in discesa e ci troviamo su di una strada cementata grezzamente con delle querce ai lati. Seguendola si arriva ad un bivio andiamo a sinistra in salita. 40 metri e andiamo a destra, il ché ci porta a superare con un ponte la superstrada. Fatto qualche centinaio di metri al bivio andiamo a sinistra e subito a destra, prendendo per Santa Maria dell’Oro. Ancora a destra e si passa così davanti alla chiesetta e davanti a noi il sentiero che scende sulla destra e che dopo qualche decina di metri svolta a 90 gradi sulla sinistra, all’altezza di un cancello. Ma qui c’è anche un sentiero che avanti a noi costeggia la recinzione. Prendiamo e usciremo con delle scalette su una strada asfaltata che va presa a sinistra in discesa e poi a destra. Ci si immette su di una strada pericolosa a causa delle automobili e che va presa a destra in discesa. Arrivati in fondo si svolta a sinistra e si passa la ferrovia con il soprapasso “marciapiedato”. Oltre la ferrovia siete praticamente a Terni, basterà andare verso destra per essere alla stazione.

Marina di Cinisi – Cinisi

Il percorso che segue è un tragitto simbolico, denominato “Mille passi”, che unisce l’Ecovillaggio Fiori di Campo, bene confiscato alla Mafia, ai luoghi in cui è vissuto ed è morto Peppino Impastato. Questa mappatura è stata fatta dai ragazzi presenti nel campo di volontariato e formazione “E!state Liberi!” e dal Gruppo Parrocchiale di Pisa capitanato da Don Elvis, nella settimana 24-30 agosto 2014.

Il percorso

Il percorso “mille passi” inizia all’Ecovillaggio Fiori di Campo, bene confiscato alla mafia e ora gestito da Libera-Mente Cooperativa Sociale. Usciti dal cancello percorriamo la Traversa 1 di Via Sandro Pertini fino ad incrociarla, laddove si vede la Torre di avvistamento Saracena (Foto). Qui giriamo a destra e dopo cento metri svoltiamo a sinistra sotto il cavalcavia dell’autostrada e poi in prossimità della suddetta torre svoltiamo a sinistra costeggiando le rive del mare. Questa strada, asfaltata e poco trafficata, passa accanto all’autostrada e costeggia la Z10, campeggio confiscato alla mafia. Quando si arriva alla bellissima Tonnara Orsa (Foto) si svolta a sinistra per il sottopasso (foto) e si raggiunge in breve la stazione ferroviaria fantasma (Stazione Orsa), costruita e mai utilizzata. Qui troviamo anche una discarica abusiva (foto).

Dopo aver costeggiato la ferrovia arriviamo ad una rotonda che va imboccata a destra (Foto). Davanti a noi il Monte Pecoraro (Foto). Lungo questa strada si trova un’altra discarica abusiva con caratteristiche mucche nei dintorni (Foto). Proseguendo per questa via si giunge dopo circa 20 minuti di cammino al numero civico 33, presso il quale vi è una traversa, Via 9 maggio 1978, data in cui Giuseppe Impastato è stato ucciso. Alla fine della breve e sterrata via infatti c’è il casale dove Peppino è stato trucidato dalla Mafia (Foto) e poco più avanti i binari dove è stato inscenato il falso attentato per depistare le indagini.

Ritornati alla strada asfaltata riprendiamo a sinistra, costeggiando l’Aeroporto  Falcone Borsellino (Foto). Subito dopo una curva a gomito e un accumulo di rifiuti svoltiamo a destra (Foto). Percorsa la via (abbastanza trafficata, fare attenzione) giungiamo ad un evidente incrocio: andiamo a sinistra direzione Cinisi. Siamo quasi arrivati.

Questo viale, abbastanza comodo grazie ad un marciapiedi, attraversa il passaggio a livello ferroviario e dopo circa un chilometro giunge alla casa di Peppino (Casa della Memoria) (Foto) e proseguendo in avanti per “cento passi” alla casa di Gaetano Badalamenti (oggi bene confiscato alla Mafia) (Foto).

La Storta – Basilica di San Pietro, Roma

Il percorso che segue è frutto del lavoro che Ammappalitalia ha svolto per la Sez. di Roma del CAI, per il monitoraggio della Via Francigena nel tratto della Provincia di Roma. E’ una mappatura effettuata attraverso coordinate gps, quindi molto dettagliata e precisa. Come vedrete sono elencati anche i segnali mancanti, le discariche e altro, al fine di evidenziare non solo le bellezze ma anche le problematicità del tratto, affinché si possano risolvere. I numeri elencati rappresentano i vari Point of Interest (POI). Ad ognuno corrisponde una coordinata gps. Chiunque voglia intraprendere il percorso in questione della Francigena può stampare e portare con sé questo elenco di POI, che fungono anche da descrizione, benché l’elenco non abbia l’eleganza e la discorsività di una descrizione classica.

IL PERCORSO

1– Il nostro percorso parte da Piazza del Dazio a La Storta dove c’è l’Hotel Cassia (Lon: 12,3790423134 Lat: 42,0088165863 Alt: 218 m).

2– Dopo 1650 metri, imboccando la Cassia in direzione sud vero Roma, questa si biforca in due e non è adeguatamente chiaro che la Francigena prosegue sulla sinistra (Lon: 12,3900849231 Lat: 41,9965516347 Alt: 202 m), come da gpx.

3– Dopo 550 metri finisce il marciapiedi e inizia un tratto pericoloso esposto al traffico (Lon: 12,3940466269 Lat: 41,993131506 Alt: 195 m).

4– Al punto di coordinate Lon: 12,3968668208 Lat: 41,9913573747 Alt: 194 m dopo 300 metri di strada senza protezione, ricomincia il marciapiede sempre sul lato sinistro.

5– Dopo 1 km circa e aver superato la Stazione de La Giustiniana c’è un bivio alle coordinate Lon: 12,4068655071 Lat: 41,9849408475 Alt: 199 m non adeguatamente segnalato. Bisogna girare a destra dopo essere passati dalla parte destra del marciapiede.

6– Dopo 200 metri alle coordinate Lon: 12,4074246652 Lat: 41,9831733755 Alt: 190 m troviamo una fontanella.

7– Dopo 550 metri ed essere passati di nuovo a sinistra finisce il marciapiedi ed entriamo in una parte della tratta molto pericolosa (Lon: 12,4082384127 Lat: 41,9785101575 Alt: 196 m).

8– Questo tratto di 770 metri, molto pericoloso in quanto sono cresciute le piante e le macchine sfrecciano a velocità elevata, finisce alle coordinate Lon: 12,4084581025 Lat: 41,9719998255 Alt: 192 m. Bisognerebbe creare un passaggio adibito ai pedoni dal momento che lo spazio a destra tra la strada e la ferrovia ci sarebbe e a sinistra troviamo il Parco dell’Insugherata (figura 5).

9– Dopo aver passato la Stazione di Ipogeo degli Ottavi e aver percorso 1,1 km si arriva ad una fontanella (Lon: 12,4088300046 Lat: 41,9622228626 Alt: 193 m).

10– Dopo 650 metri e aver superato la stazione Ottavia si arriva ad un’altra fontanella (Lon: 12,4124946319 Lat: 41,9573022126 Alt: 189 m).

11– Si prosegue sempre dritti e all’altezza di Via Pier Paolo Pasolini si passa sul lato destro. Dopo la stazione San Filippo Neri si svolta a destra sotto il cavalcavia (Lon: 12,4173392473 Lat: 41,9457981937 Alt: 168 m). Questo bivio non è segnato adeguatamente. Subito dopo il cavalcavia si svolta a sinistra per Via Eugenio Di Mattei.

12– Dopo 600 metri circa si arriva ad una svolta non adeguatamente segnata a sinistra alle coordinate Lon: 12,4196952089 Lat: 41,9408011203 Alt: 171 m. Si prende così Via Vincenzo Chiarugi.

13– Dopo nemmeno si svolta a destra alle coordinate Lon: 12,4203738444 Lat: 41,9412616493 Alt: 174 m. Non segnato adeguatamente. Si prende Via Basaglia.

14– Entriamo così sulla Trionfale e dopo 300 metri troviamo una svolta a sinistra con attraversamento non adeguatamente segnata (Lon: 12,4234244835 Lat: 41,9400428086 Alt: 173 m).

15– Dopo 1500 metri circa sempre sulla trionfale troviamo una fontanella Lon: 12,4371993738 Lat: 41,9361648921 Alt: 179 m e dopo 250 metri (POI 16) un’altra fontanella (Lon: 12,4393647608 Lat: 41,9345383654 Alt: 170 m).

17– Dopo 580 metri alle coordinate Lon: 12,4442959598 Lat: 41,9307045953 Alt: 172 m c’è Via Alfredo Durante e qui svoltare a sinistra per proseguire sulla Trionfale, ma non è adeguatamente segnato.

18– Dopo 550 metri si arriva al bivio con Via Prisciano (Lon: 12,4472994481 Lat: 41,926367579 Alt: 174 m), che non va presa. Bisogna mantenersi a sinistra sempre sulla Trionfale. Non adeguatamente segnato.

19– Dopo 400 metri alle coordinate Lon: 12,4479233447 Lat: 41,9227957227 Alt: 161 m c’è il sentiero segnato della Francigena, ma il tracciato ufficiale della regione Lazio sostiene di proseguire ancora avanti. Vi è dunque una piccola discrepanza tra le informazioni.

20– Dopo 100 metri infatti si gira a sinistra (non segnato) alle coordinate Lon: 12,4480781845 Lat: 41,9218449844 Alt: 158 m e ci si mantiene sulla sinistra in salita.

21– Si arriva così dopo 140 metri al ricongiungimento con il gpx ufficiale che è in prossimità di un cancello (Lon: 12,4496681395 Lat: 41,9217792327 Alt: 163 m) che va superato, dopo del quale si apre un bel panorama su Roma.

22– La strada lastricata di sassi e panoramica continua per circa 600 metri dentro al Parco di Monte Mario, ben evidente,  fino ad arrivare al punto di coordinate Lon: 12,4533116373 Lat: 41,9237087483 Alt: 165 m dove c’è un bivio non segnato a cui andare a destra in discesa.

23– Dopo 640 metri a zig zag in discesa si arriva al cancello entro il quale bisognerebbe entrare (Lon: 12,4557132229 Lat: 41,9232532335 Alt: 78 m), ma una frana attualmente rende impossibile accedere.

24– Usciti dal parco dopo 140 metri si arriva a Piazzale Maresciallo Giardino e si va a destra (Lon: 12,4569029761 Lat: 41,9235547494 Alt: 72 m) per Via Gomenizza fino a ricongiungersi con l’ipotetico vecchio tracciato.

25– Si prende quindi Via Bucchi a sinistra dopo 100 metri (Lon: 12,4569487429 Lat: 41,9228316545 Alt: 70 m). Non segnato.

26– Si prende la Via Clodia a destra e poi Via Durazzo a sinistra fino ad incontrare Viale Angelico (350 metri) alle coordinate Lon: 12,4584492118 Lat: 41,9210008384 Alt: 84 m.

27– Si percorre tutta Viale Angelico per circa 2 km e si arriva così alle coordinate Lon: 12,4571956739 Lat: 41,9027376061 Alt: 77 m alla Basilica di San Pietro, termine della Via Francigena.

Bergamo (Porta Nuova) – Villa dei Tasso

Come meta del mio itinerario ho scelto la Villa dei Tasso, perchè è stata la degna dimora di Torquato Tasso, e dei suoi antenati e successori.

La villa si trova in regione Lombardia, frazione di Gorle, comune di Bergamo. E’ una villa antica su due piani, che è sorta ben cinquecento anni fa, ed ha attiguo un grande cortile in cui vi sono le scuderie dei cavalli. Accanto, ma sempre all’interno della stessa, vi è una piccola cappella che merita anch’essa di essere visitata.

Nella villa si organizzano eventi, mostre, ben supportati da una cucina interna degna del migliore chef (provare per credere).

Ho fatto il percorso che qui descrivo, in data sabato 9 novembre 2013, perché ho partecipato all’inaugurazione della mostra sulla chiusura dei manicomi: giunta lì a piedi, ho trovato un’accoglienza calorosa di gente semplice e allo stesso tempo attenta, gente preparata; ho visitato la mostra, oltre a una visita guidata alla villa; e il tutto si è concluso con una squisita cena (chi scrive oltre che grande camminatrice, è anche di bocca buona).

La prima cosa che dovete fare per raggiungerla, è arrivare nel centro della città di Bergamo, cioè la famosa Porta Nuova. Da Milano, Brescia, Como, e qualunque sia la città o paese da cui iniziate a viaggiare, seguendo le apposite indicazioni presenti in ogni superstrada, si giunge perfettamente nel centro di Bergamo.

Da qui partono le mie indicazioni, per raggiungere, a piedi e con una bella camminata, la Villa dei Tasso del 1500. La durata media del cammino è di un’ora e trenta totali, adeguati ad una camminata normale, due ore invece se vi fermate spesso per osservare le bellezze del paesaggio; nel caso in cui si voglia cammini a passo spedito come la sottoscritta invece, in un’ora dal centro di Bergamo si raggiunge la famosa villa.

Dal centro di Bergamo, la Porta Nuova, si prosegue diritto per il viale che porta alla stazione: siamo quindi in via Papa Giovanni XXIII.

Si entra in stazione e si attraversa il famoso sottopassaggio costruito di recente per collegare la stazione alla via Gavazzeni; appena fuori lo stesso, si vede di fronte la Casa del Giovane; a questo punto noi giriamo a sinistra e percorriamo tutta via Gavazzeni, fino ad arrivare ad un cavalcavia.

Appena prima del cavalcavia, a sinistra si vede via Piatti e la si imbocca, è una piccola salita che fa da ponte alla ferrovia e poi diventa una discesa: la si percorre fino a ritrovarci nella via principale, via Borgo Palazzo: essa continua sia a destra che alla nostra sinistra; la percorreremo a destra per quindici minuti buoni di cammino, passando sotto al cavalcavia che ci sta di fronte (qui dobbiamo prestare molta attenzione ad attraversare perché, nonostante la presenza del semaforo, vi sono auto che provengono dalla superstrada, e non prestano troppa attenzione ai pedoni). Andremo avanti diritti per la nostra strada, sempre percorrendo via Borgo Palazzo che è infinita: possiamo scegliere di restare sul lato sinistro, dove vi è un piccolo marciapiede, altrimenti sul lato destro vi è una ben segnalata e pista ciclabile.

Proseguiamo sempre diritto dicevo, per altri venti minuti buoni, sorpassando il supermercato Carrefour che ritroviamo alla nostra destra, cinquanta metri dopo, alla nostra sinistra,vi è l’ex manicomio e sempre proseguendo, a destra c’è il discount LD.

Continuiamo dritti mai stanchi, fino a vedere alla nostra destra un grande caseggiato con la scritta ‘Centro veneto del mobile’, e proprio di fronte, alla nostra sinistra, l’Una hotel.

Qualche metro dopo l’hotel, sempre sul lato sinistro, troviamo il grande negozio C6, e poi un piccolo bar Zero76, sull’angolo c’è la ‘farmacia Celadina’, che prende il nome dalla via in cui entreremo: svoltiamo a sinistra fino a percorrere l’estensione della farmacia e proseguiamo dritti: alla nostra sinistra c’è via Flores. Sempre dritti, ci troviamo davanti al cartello che segnala la fine della città di Bergamo e l’inizio di Gorle. Continuiamo il nostro cammino fino a trovare alla nostra sinistra via Pizzo dei Tre Signori, ma non vi entriamo, proseguiamo finchè ci ritroviamo, alla nostra sinistra, nel piazzale delle Alpi Orobiche dove un cartello ci indica la Villa dei Tasso, con in alto il grande stemma di famiglia. Siamo finalmente arrivati alla nostra meta.