Opicina Borgo San Nazario

LA NAPOLEONICA

La passeggiata Napoleonica ha una lunga storia alle spalle. La Napoleonica, in realtà fu dedicata, nel 1935, a Nicolò Cobolli, uno dei grandi alpinisti triestini. Non si tratta di Napoleonica, quindi, ma di Sentiero Cobolli. Tutti, però, la conoscono per Napoleonica, perché si riteneva che fosse stata aperta dalle truppe napoleoniche.

La Napoleonica si sviluppa per cinque chilometri e mezzo, da Opicina a Borgo San Nazario (Fraz. di Prosecco). E’ una passeggiata tutta disegnata su un ampio sentiero, quasi un viale, facile e molto piacevole. Si parte dall’Obelisco, il simbolo di Opicina (foto 1), il monumento fatto erigere dal Corpo Mercantile di Trieste, nel 1830, in onore di dell’imperatore d”Austria-Ungheria Francesco Giuseppe, a Trieste per l’inaugurazione della nuova strada Commerciale. Dopo circa un’ora, senza

Ammappato il 1 gennaio 2014

Ammappato da: Tatjana Ciuk

Altro da sapere

NOTE STORICHE

La Napoleonica ha una storia lunga, che si interseca nella vita quotidiana della gente del Carso. Nacque nel periodo medioevale, come strada di collegamento tra Opicina e Prosecco. Si passava in un fitto bosco di querce, oggi completamente scomparso. Poi, nel 1821, presero il via i lavori di costruzione di una strada carrozzabile che, sfruttando il sentiero, doveva collegare i paesi del Carso a Trieste. Il nome ufficiale del percorso è Strada Vicentina, dal nome dell’ingegnere che disegnò il tracciato nell’Ottocento, ma secondo la tradizione popolare la strada fu aperta dalle truppe napoleoniche e da qui il nome più diffuso tra la gente del luogo. Il progetto, però, fallì miseramente. Gli operai proseguivano a suon di mine, cercando di sgretolare, con enorme fatica, il calcare. Così, con vari riassetti, si è arrivati alla risistemazione del Cai, che ha trasformato un sentiero in una vera e propria passeggiata panoramica, accessibile a tutti, esposta al sole e protetta dalla bora, circondata dalle foglie vivaci del sommaco, che esplodono di rosso in autunno, e dal profumo della salvia selvatica.
Una passeggiata assolutamente godibile, quindi, anche in pieno inverno.

(Dal sito del turismo del comune di Duino-Aurisina)

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