Petacciato Portocannone

Ieri sera ho dormito in un affittacamere a Petacciato.  Il proprietario del B&B aveva ospiti, e si parlava di pastori.   Lui è un geometra e ricorda ancora i tratti di campagna che il nonno metteva a disposizione dei transumanti come aree di sosta. I pastori pagavano con formaggio e denari, intanto le pecore fertilizzavano i campi con i loro escrementi. Una joint-venture tra agricoltura e pastorizia. Altro discorso per i riposi invernali del tavoliere delle puglie; al tempo lo stanziamento invernale di milioni di capi impediva qualsiasi coltura in quello che oggi è il granaio d’Italia. La mia transumanza oggi mi condurrà a Portocannone, gambe permettendo.

Esco di buon mattino. Seguo una mappa artigianale, regalo del geometra-affittacamere. Pochi schizzi, tracciati da un  professionista, inchiodano su un A 4 il pezzo di tratturo che collega Petacciato a San Giacomo degli Schiavoni. La confronto con una carta turistico-stradale del Molise, in scala 1:175000

Ammappato il 17 dicembre 2014

Ammappato da: Marco Gargano

Altro da sapere

DATA DEL PERCORSO: 09/09/2009

NOTE: Qualche anno fa ho camminato da San Pietro di Isola del Gran Sasso (Teramo), paese natale di mio padre, sino  a Foggia. Il perché me lo chiedo ancora; a volte do la colpa al mio cognome, che  è un cognome di Puglia :  Gargano.  Ho immaginato allora i miei avi camminare da lì fino all’Abruzzo, come facevano i pastori con le loro greggi durante le transumanze. Ho voluto farlo anch’io, nel  settembre di cinque anni fa. Ho camminato con il mio gregge immaginario per  dieci giorni coprendo 200 km complessivi. Il resoconto del  tratto Petacciato- Portocannone, che qui  vi sto inviando,  è la settima tappa di quell’itinerario.

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