Sentier Valléen de la Roya, da Airole a Breil-sur-Roya
Mappato da Compagnia dell’Anello
Per completare la perlustrazione della bassa Valle Roya con l’aiuto del “treno delle meraviglie”, oggi la Compagnia dell’Anello affronta certamente il tragitto più classico e cioè il tratto del “Sentier Valléen de la Roya” tra le località di Airole, Fanghetto, Libre e Breil.
A correzione di chi, sul web, asserisce che “questo itinerario non è attualmente percorribile” a causa dei danni provocati dalla tempesta Alex, possiamo assicurare che è perfettamente percorribile in sicurezza, con ottima manutenzione e vale assolutamente la pena di provarlo… E la prova la facciamo insieme a mia moglie Maria Teresa, accompagnati dagli amici Caterina e Giuseppe, su questo antico sentiero che partiva da Vievola, frazione di Tenda, e, dopo aver contornato per una cinquantina di chilometri valloni, anfratti ed insenature, terminava il suo corso a Ventimiglia. Noi decidiamo di risalire il tratto da Airole verso Breil, percorrendo il pezzo più affascinante di questa “via del sale” che dalla Repubblica di Genova conduceva al Ducato di Savoia, un percorso di notevolissimo interesse storico sull’unica via di comunicazione quando ovviamente la strada ancora non esisteva.
Il treno oggi è insolitamente pieno e scopriamo presto il perché. E’ l’ultimo giorno del Festival di Sanremo e l’occasione è ghiotta per giungere da Ventimiglia alla famosa località canora – con un mezzo pubblico o, perché no, come hanno fatto Mari e le sue amiche, con una bella sgambata lungo la costa – per immergersi nella baraonda del Festival sperando magari in un selfie con qualche famoso personaggio televisivo…!
Con un programma meno mondano, noi alle 9:02 scendiamo nella stazioncina di Airole (121m), trovando ad accoglierci una splendida giornata di sole che ci accompagnerà fino a Breil.
Zaino in spalla, dalla stazione saliamo fino al Santuario di Nostra Signora delle Grazie dal cui piazzale si gode un buon scorcio panoramico sull’abitato di Airole e dove troviamo la prima indicazione segnaletica del nostro itinerario e una sommaria descrizione per informare che il percorso è complessivamente facile pur presentando alcuni brevi tratti di salita e discesa e si sviluppa lungo l’antico sentiero vallivo collegando i borghi sul percorso attraverso coltivi, oliveti, pinete e boschi di roverella.
Incontriamo presto il giallo delle prime fioriture di mimosa e il rosso brillante dei frutti di salsapariglia diventati famosi quali alimento preferito dai Puffi. Nei fumetti e nell’omonimo cartone animato, il loro cibo preferito sono infatti le puffbacche, prodotte appunto dalla salsapariglia, che amano così tanto da avventurarsi oltre il proprio villaggio rischiando di farsi acciuffare dal malvagio Gargamella.
Lungo il percorso, fino a Fanghetto, troviamo, ad opera dei comuni di Airole e Olivetta San Michele, l’allestimento di un interessante “sentiero botanico” mediante numerose paline con illustrazioni e caratteristiche delle specie botaniche che si trovano lungo il sentiero.
Superato con breve salita l’impluvio del Rio Mantici scorgiamo in lontananza le cime delle montagne a cavallo del confine tra Italia e Francia e, poco più avanti, tra gli alberi, intravediamo sulla collina l’abitato di Fanghetto.
Guadato un anonimo ruscello affrontiamo la ripida salita sulla mulattiera che ci porta al centro abitato di Fanghetto (198m) ricalcante la fisionomia di molti paesi dell’entroterra ligure, formati da case in pietra circondate dai tipici vicoli, raccolte attorno alla chiesa parrocchiale. Il percorso dopo alcuni passaggi e sottopassaggi sbuca su Piazza del Popolo, ottimo belvedere sulla vallata Roya.
Ci avviamo sotto il porticato del lavatoio su via Libri (nome italiano) mentre sulla “balise” n° 410 il nome è già in francese: Libre. Di fronte a noi sul versante opposto della vallata troviamo il paese di Piene-Haute, che sorge su una collina dominante la Roya.
In breve raggiungiamo il cippo di confine tra Italia e Francia e continuiamo tra scorci paesaggistici in basso verso le anse verdi del fiume e le strette gole dove la roccia di scisto ed argilla disegna particolari scenari che si adattano alla forza d’erosione operata dal fiume.
Lungo il percorso non mancano belle fioriture di Globularia e Erba trinità mentre lascia qualche perplessità la scarsa manutenzione di questo tratto di sentiero dal confine francese a Libre, unico neo dell’intero tragitto.
Tra gli alberi fanno già capolino le prime case di Libre che raggiungiamo superando il Rio Audin, noto agli appassionati di torrentismo (o canyoning) per la presenza nel corso d’acqua di cascate e laghetti percorribili con apposite mute ed attrezzatura adeguata. In questo tratto è visibile la parte terminale che forma ancora dei toboga e profonde pozze d’acqua smeraldina. Un bel ponticello in pietra ci consente di valicare il torrente e salire l’erto sentiero che ci porta sullo splendido pianoro ricco di orti e ulivi di Libre (469m) .La località, che faceva parte del comune di Olivetta San Michele, dopo la seconda guerra mondiale è stata annessa alla Francia nel 1947 in seguito al Trattato di Parigi e oggi è una frazione del comune francese di Breil-sur-Roya.
Seguendo le tacche, che nel territorio francese sono gialle (in Italia bianco-rosse), e la segnaletica delle “balise” arriviamo sulla piazza della bella chiesetta dedicata a San Michele Arcangelo e accanto ad essa troviamo un’attrezzata area pic-nic che c’nvita ad una sosta per rifocillarci al tepore del sole godendoci la vista panoramica sul dirimpettaio villaggio di Piene-Haute.
Foto di rito e riprendiamo il cammino scendendo un breve tratto della rotabile che arriva dal fondovalle per imboccare sulla destra il sentiero attraverso una ben conservata pineta ed accanto alle fasce coltivate ad ulivo che circondano il paese.
E qui veniamo raggiunti da due cani che ci seguono festosi fintanto che uno ritorna indietro mentre l’altro, nero chiazzato di bianco e con la coda mozza, imperterrito continua felice a scortarci e, nonostante i nostri inviti a tornare indietro (ma probabilmente non comprende né l’italiano né il piemontese), ci seguirà fin quasi a Breil!
Superiamo un tratto danneggiato da una frana, risolto egregiamente con una scalinata passante più in alto in completa sicurezza, valichiamo il Russeau de Mure e proseguiamo in saliscendi su piacevole e comodo sentiero immettendoci sulla strada sterrata di Praghiou, che percorriamo in leggera ascesa verso Nord per un lungo tratto, passando accanto ad alcune case isolate in mezzo al bosco.
Arrivati ad un tornante, seguendo le indicazioni, imbocchiamo il sentiero sulla sinistra discendente in stretti tornanti nel Vallon de Carleva fin quasi al livello del fiume Roya, nel punto in cui sfocia l’omonimo torrente, anche questo adatto allo sport del torrentismo.
In alto, al culmine della parete di rocce stratificate, svetta la Torre della Cruella, segno che ormai siamo prossimi all’abitato di Breil. L’ambiente è caratterizzato da fasce coltivate ad ulivo che ben si adattano al tormentato paesaggio morfologico offerto dalla vallata. Sono ben visibili le rocce a strati di scisto ed arenaria che formano le caratteristiche “onde” sulle pareti. L’antico uso a fini commerciali del sentiero è testimoniato dalla presenza di numerosi ponti e da un buon fondo selciato presente in diversi tratti del sentiero.
In continuo saliscendi arriviamo al sottopasso dell’arco di Porta Genova (Porte de Gênes) di epoca medievale che costituisce, insieme alla cinta muraria che lì termina, l’ultima traccia delle mura che circondavano la città antica e delle tre porte attraverso cui vi si accedeva. Questa era la porta di transito e gabella per le tasse sulle merci in entrata e uscita dalla città.
Giungiamo così nelle strette viuzze di Breil-sur-Roya (289m) e dopo una pausa presso un bar del centro, costeggiando il grazioso laghetto artificiale costituente il bacino d’acqua che alimenta la centrale idroelettrica di Arbousset, saliamo alla stazione ad attendere il treno che ci riporterà a Cuneo stanchi, ma soddisfatti per la bella escursione odierna fatta in ottima e allegra compagnia.
Commenta con Wordpress