Abbazia San Costanzo al Monte Monte San Bernardo

Anello del Monte San Bernardo Mappata dalla Compagnia dell’Anello (Antonio) “Eccoci qua” – come solitamente ama esordire la bella e simpatica Sveva Sagramola, all’esordio giornaliero della sua inossidabile trasmissione televisiva GEO – per l’ennesima volta alla croce del Monte San Bernardo m 1625, raggiunta per la 25ma volta da uno dei componenti la Compagnia dell’Anello, per non dire di quante volte l’avrà toccata Osvaldo, lo storico co-fondatore del gruppo, oggi purtroppo assente, al quale s’illumina in volto un radioso sorriso…

Ammappato il 19 Novembre 2021

Ammappato da: Antonio (Compagnia dell'Anello)

Altro da sapere

Escursione effettuata il 4 Novembre 2021

Compagnia dell’Anello formata per l’occasione da: Adriano, Angelo, Antonio e Franco G.

Località di partenza: Abbazia di San Costanzo al Monte 814m

Punto più elevato raggiunto: Monte San Bernardo 1625m

Dislivello cumulato in ascesa: 953m

Sviluppo complessivo del percorso: 13 km

La bacheca del percorso

Note di toponomastica: San Bernardo (Monte): localmente La Crous, la denominazione è un agionimo cioè derivante dal nome di un santo, san Bernardo, protettore dei montanari. La vetta, caratterizzata da una grande croce metallica, eretta nel 1994, è il punto di unione dei tre comuni di Valmala, Busca, e Villar San Costanzo.

San Costanzo al Monte (Abbazia di): la denominazione è un agionimo di San Costanzo e “al Monte” è riferito alle pendici del Monte San Bernardo luogo del martirio del santo, avvenuto all’inizio del IV secolo d.C. L’attuale chiesa risale al 1190: un monumento d’importanza eccezionale, che in molte caratteristiche architettoniche rievoca la più famosa Sacra di San Michele, in bassa Valle Susa.

Foresti (Borgata): localmente Ruà lou Fourèst, italianizzato in Foresti, è un’antica voce ritenuta d’origini celtiche con il significato di “foresta”. Nelle montagne del cuneense il toponimo denomina quindi alcuni piccoli raggruppamenti di casolari in siti boscosi e lontani dal capoluogo; in pochi casi i ‘fourèst’ si trasformarono in insediamenti stabili.

Liretta (Colle della): il nome, diminutivo di Liret, dal sostantivo provenzale Liri ‘giglio, finocchio selvatico’, pare poco convincente. Si pensa invece, come per Iretta, alla voce locale eiretes, ‘piccola area’. Fontana dell’Asino (Borgata): l’origine del toponimo potrebbe essere legata a qualche fatto sconosciuto che ha coinvolto questo quadrupede. La fontana attualmente è secca.

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