Questo itinerario di tre giorni è stato ideato e mappato dagli amici e collaboratori di Ammappalitalia Pietro Vertamy e Ilaria Di Biagio, del laboratorio errante Around the Walk.
2° GIORNO: BARBARANO ROMANO-TENUTA LA FARNESIANA
Da fuori le antiche mura attraversare la porta ad arco di Piazza Diaz verso il centro di Barbarano Romano. Procedere dritto fino a superare un piccolo slargo con fontana centrale di fronte alla facciata bianca di una chiesa posta alla propria destra. Con altri cento metri, raggiungere una seconda piazzetta più ampia e imboccare la discesa alla propria sinistra che grazie alla scalinata condurrà, con pochi passi, a uscire nuovamente dall’abitato attraverso l’antica porta romana.
Al fondo della discesa, già fra la vegetazione girare a destra in ulteriore discesa seguendo la cartellonisca rossa e bianca del sentiero n.105. Da sinistra in discesa si vedrà la traccia del sentiero che giunge fino a questo crocicchio in un cammino esterno le mura, partendo però dalla porta di ingresso principale a Barbarano, su piazza Armando Diaz in una possibile alternativa.
Il sentiero 105, palinato e segnato in maniera eccellente è anche detto dei Valloni o delle Mole e in poco più di due ore raggiunge l’antico borgo etrusco di Blera, oggi cittadina di tufo appollaiata in cima ad un’altura. Lungo il percorso che si snoda in una tipica forra ricca di vegetazione, si incontreranno i resti di tre antichi mulini etruschi, con balzi d’acqua piccole dighe e cadute fra il verde spettacolari. La mattina in particolare, camminando con il sole alle proprie spalle si potrà godere al meglio di un bosco che ha del magico.
Ai piedi del paese di Blera, prima di affrontare la lunga discesa che passa sotto l’imponente viadotto stradale, alla propria sinistra, il ponte del diavolo. Costruzione a tre arcate di epoca romana mirabilmente restaurato e tutelato. L’area è pianeggiante e pulita, ottima per un picnic e per delle fotografie prime della salita che in meno di dieci minuti, condurrà nella piazza centrale del paese, nel caso lo si voglia visitare o si necessiti di acqua fresca e un bar.
Dal ponte del diavolo si calcolino ancora almeno 17 km per la tenuta de La Farnesiana immersa nel mezzo delle colline di Tolfa e Allumiere.
Attraversare quindi il ponte antico e risalire il sentiero piegando poi alla propria destra in direzione della Sp42 Via Blera che si incontrerà proprio all’imbocco del viadotto di accesso al paese. (Siamo in località Puntoni) Svoltare a sinistra in leggera salita sull’asfalto ponendo un po’ di attenzione visto che la provinciale (poco trafficata) corre qui nel basso di una tagliata di tufo che rende la strada stretta. Dopo 150 metri, in prossimità del bivio, tenere sempre la sinistra su via Guglielmo Marconi (ben visibili le indicazioni per il ristorante “da Beccone”) e dirigersi verso la vecchia stazione di Blera, edificio in rovina, senza tetto, in prossimità di alcune palazzine più recenti. Da qui è facilmente riconoscibile il vecchio tracciato della ferrovia dismessa per Civitavecchia che non si abbandonerà più per quasi tutto il resto della giornata. Imboccarla quindi, tenendo la propria destra in direzione sud-ovest.
Il percorso è fatto di lunghi rettilinei e ampie curve, sempre facilmente camminabile e adatto a tutti. Il fondo sterrato è facilmente percorribile anche con normali scarpe da ginnastica, ma se lo si volesse percorrere per intero, bisognerà mettere in conto alcuni passaggi scomodi nel fango, soprattutto verso la parte finale del tracciato. Da notare come il paesaggio lentamente muti abbandonando il cuore della Tuscia laziale e il viterbese a favore di un’alta maremma caratterizzata da colline brulle, pascoli sassosi e scarsità d’acqua, eccezion fatta per il fiume Mignone che si attraverserà dopo circa 12 km e del torrente Vesca suo affluente. Giunti infatti in prossimità del fiume, appena superata alla propria destra la vecchia stazione abbandonata di Monte Romano, ci si troverà di fronte un grosso silos di cemento in rovina posto qualche metro prima dell’unica campata dell’imponente ponte ferroviario in acciaio. Il percorso è interrotto da delle transenne facilmente aggirabili. Il ponte è in ottime condizioni e sicuro, ma va comunque affrontato con attenzione reggendosi al corrimano. Non è adatto a chi soffra di vertigini visto che il fondo è fatto di spesse grate di metallo che lasciano intravedere il balzo al di sotto sull’acqua.
Da notare come poco prima del ponte, un sentiero alla propria sinistra, si inerpichi su una leggera altura, sulla cima della quale riposano le rovine preistorico e tardo etrusche dell’abitato di Luni, punto strategico di controllo del territorio, ma anomalo per la sua elevazione rispetto ad altri insediamenti dell’area.
Superato il ponte lungo poco meno di 150 mt proseguire dritto per entrare in una breve galleria alla fine della quale, dopo poco, se ne presenterà un’altra. Si tratta della galleria ferroviaria più lunga dell’intero tracciato ciclopedonale fra Capranica e Civitavecchia che conta di circa 2 km da percorre nel buio più totale. Utilizzando una torcia o una frontale bisognerà quindi porre attenzione al fondo che per quanto sgombro e calpestabile può essere dissestato nel centro della carreggiata a causa di una grossa canalina per l’acqua coperta da lastroni di cemento caduti o divelti in più punti. Il tratto pur non essendo pericoloso, non è adatto a chi soffra di claustrofobia. Richiede infatti almeno mezz’ora di cammino per essere superato con passo spedito.
Giunti alla fine un alto muretto di cemento impedisce il passaggio alle biciclette. Bisognerà scavalcarlo nella speranza di non trovare un fondo acquitrinoso dall’altra parte come spesso capita in questo punto.
Continuare quindi a seguire il tracciato della ferrovia che diventa per qualche centinaio di metri poco leggibile a causa della vegetazione. Raggiungere poi in circa 1 km un evidente incrocio con una piccola asfaltata che sale alla propria destra. In questo punto si abbandonerà lo sterrato della ferrovia per salire a sinistra lungo questa stradina secondaria che in meno di 1 km porterà ad un secondo incrocio poco dopo aver superato i resti della stazione di Allumiere, nella vegetazione in basso a destra, lungo il tracciato della vecchia ferrovia che si è appena abbandonato. Svoltare nuovamente a sinistra in salita per percorrere l’ultimo tratto di strada che giunge in località La Farnesiana. Risalendo la collina, in alto alla propria destra apparirà infatti, dopo qualche centinaio di metri, la sagoma della chiesa abbandonata del vecchio borgo.
Giunti al bivio in cima alla salita, imboccare la strada sterrata a destra in discesa puntando l’abitato posto nei pressi di un piccolo lago artificiale.
La Farnesiana è una località molto isolata risalente al XV sec. Voluta da Papa Paolo III Farnese per ospitare i minatori delle vicine cave di allume. Rimasta di proprietà pontificia fino al XIX sec. (quando fu edificata la chiesetta neogotica) è poi stata ceduta a privati e giunta ad oggi dopo diversi passaggi di proprietà.
L’imponente granaio del XVIII sec. ospita oggi un ristorante, agriturismo affittacamere, decisamente spartano, ma assolutamente suggestivo. La tenuta conta circa 400 ettari fra pascoli e bosco e 250 capi di bovino maremmano, razza molto antica e a rischio di estinzione.
A pochi passi dal granaio nel borgo mezzo crollato e vicino al laghetto artificiale, è possibile affittare invece dei mini appartamenti immersi nel silenzio più totale.
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