Il percorso che vi stiamo per raccontare lungo circa 14 km non presenta grandi difficolta dal punto di vista altimetrico e delle condizioni dei sentieri. Adatto a qualsiasi età e interesse, si sviluppa interamente su mulattiere, strade secondarie e sentieri abbastanza pianeggianti che attraversano zone a forte interesse archeologico, naturalistico e religioso. Percorribile comodamente a piedi e a cavallo alcuni tratti rimangono abbastanza complicati in bicicletta (mountain bike consigliata). Nel tentativo di collegare Blera a Civitella Cesi abbiamo cercato di ammappare l’unico (a nostro avviso) tracciato percorribile tra queste due località riscoprendo parti del nostro territorio assolutamente da valorizzare e da promuovere con maggiore attenzione.
Il nostro viaggio inizia alle ore 9:30 da piazza Papa Giovanni XXIII, luogo di ritrovo centrale per la quotidianità di Blera, da cui imbocchiamo via Roma, antico tracciato della via Clodia (strada consolare romana) che attraversa tutto il suggestivo borgo. Il primo punto di interesse storico che incontriamo dopo pochi metri è l’ex chiesa di San Nicola che conserva sulla cortina esterna frammenti funerari di sarcofagi romani e un grande peso di circa 14 kg su cui sono riportate 4 lettere etrusche. Proseguendo la strada fino alla piazza Santa Maria si può ammirare l’imponente collegiata di S.M. Assunta in cielo e San Vivenzio dominare nel cuore del centro storico. Al centro troviamo un grande pozzo in marmo, posto qui nel 1538, che riporta lo stemma degli Anguillara (fotografia 1). Continuando sullo stesso asse viario, che dopo la piazza prende il nome di via Claudia, arriviamo a Porta Marina: accesso settentrionale di Blera, fu costruito nel XII secolo anche se l’aspetto odierno è dato da un restauro del 1840. Superata la porta, scendendo per la strada in cemento, ci si presenta la cornice suggestiva di Blera svettare sopra di noi. Infatti Blera è arroccata sopra uno sperone tufaceo di 18 ettari largo 1500 m che, come tutti gli insediamenti etruschi, viene lambito da profondi burroni (forre) in fondo ai quali scorrono i fiumi Biedano (S-W) e Rio Canale (N-E).
Proseguendo per circa 200 m troviamo sulla nostra destra una torretta di guardia adiacente al fossato di fortificazione, entrambi cronologicamente coevi all’innalzamento della porta (fotografia 2). La strada in cemento si conclude poco dopo in prossimita del ponte medievale che attraversa il fiume Biedano. Qui ci troviamo di fronte a uno slargo dove è ubicata la cappella dedicata a San Senzìa (patrono di Blera) con annesso abbeveratoio e la strada denominata “cava buia” anticamente utilizzata per raggiungere la vallata di fronte al borgo. Lasciando il ponte alle spalle giriamo a destra per una mulattiera traboccante di vegetazione con sottobosco ricco di felci, ciclamini, pungitopo, lecci e querce. In fondo allo sterrato, leggermente in salita, inizia un tratto brevissimo di strada asfaltata che conduce alla chiesa della Madonna della Selva, meta di pellegrinaggio da parte dei blerani in occasione dell’omonima festività (fotografia 3).Subito dopo la chiesa la strada ritorna sterrata; stiamo attraversando la località Praticino. Il paesaggio è fortemente caratterizzato da orti, oliveti e vigneti mentre in lontananza si cominciano a intravedere i monti della Tolfa. Ci fermiamo per una breve sosta e ci godiamo l’incantevole panorama. Alla fine del sentiero troviamo una biforcazione (come riferimento potete prendere la centralina dell’Enel) dove proseguire a sinistra; continuiamo su questo tracciato per circa 1 km fino ad intravedere sulla nostra sinistra la vecchia stazione ferroviaria di Civitella Cesi ormai in disuso. Lo sterrato a questo punto si collega alla strada provinciale Monteromanese; l’attraversiamo e riprendiamo la via di brecciolino davanti a noi. Mentre ci avviciniamo progressivamente ai monti della Tolfa attraversiamo uno dei tracciati della vecchia linea ferroviaria Orte-Capranica-Civitavecchia chiusa definitivamente nel 1961 che porta al suggestivo viadotto sul Mignone (fotografia 4).
Proseguendo,dopo qualche centinaio di metri, sulla destra, avvistiamo un grande abbeveratoio a tre vasche in cui viene raccolta acqua piovana; ci troviamo in località Valle Vergine. Poco distante si trova un bivio nel quale dobbiamo ignorare la strada di fronte a noi e girare a sinistra (troverete un’indicazione non più leggibile purtroppo). Ancora un lungo tratto di breccia molto panoramico, campi e pecore a perdita d’occhio, fino ad arrivare, dopo 2 km circa, ad un altro bivio dove due indicazioni (illeggibili anche queste) con fondo giallo ci indicano il sito archeologico di San Giovenale. La stradina sulla destra ci conduce a un piccolo slargo. Di fronte a noi, sotto una grande tettoia, il borgo etrusco; sulla sinistra un sentiero che porta alla necropoli del VI secolo a.C. e a destra una stradina che porta all’abitato etrusco. Prima di visitare quest’importante sito archeologico decidiamo di fare una pausa al fresco degli alberi nella cornice suggestiva della necropoli (fotografia 5). Torniamo allo slargo e saliamo per visitare i resti dell’antico “abitato” etrusco, il castello medievale, la chiesina di San Giovenale appartenente al vescovo di Narni del IV sec.d.C. (da cui prende il nome l’attuale sito archeologico) e infine l’acropoli dove si possono visitare le fondamenta di case etrusche di VII e VI sec. a.C. e ammirare un grandioso panorama della forra e del torrente Vesca.
Ritorniamo indietro fino allo slargo iniziale per dirigerci verso la necropoli con tombe a dado situate lungo il nostro sentiero del Lontanareto che, attraversando pareti in tufo e natura incontaminata (fotografia 6 e 7), termina sul torrente Vesca. Seguendo le indicazioni prendiamo un piccolo sentiero sulla nostra sinistra dove fortunatamente e possibile leggere molti pannelli illustrativi per capire quale tipi di flora e fauna abitano questo luogo meraviglioso. Alla fine del percorso che si inoltra nella macchia mediterranea sbuchiamo sulla poco trafficata SP 42. Percorsi circa 500 mt arriviamo alle porte del borgo di Civitella Cesi (fotografia 8). All’incrocio prendiamo la strada asfaltata a sinistra e cominciamo a salire verso il centro abitato per giungere nella piazza centrale.
Civitella Cesi (180m s.l.m.) è parte delcomune di Blera, conta appena 300 abitanti ma conserva un’identità a sè stante. Come tutti i paesi di lontana origine etrusca è arroccata su una rupe tufacea lambita dal fosso Borgonero (S-W) e il fosso FontePetrella (N-E) ed è dominata nel suo estremo orientale dall’elegante castello medievale databile alla metà del XIII secolo. Caratteristico è l’arco merlato d’accesso alla piazzetta che potete vedere sulla destra addossato al castello. Arriviamo in Piazza del Castello alle ore 15.00 in punto dove, insieme ad un’allegra combriccola di anziani che giocano a briscola, festeggiamo l’avvenuta ammappatura!
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