Questo progetto nasce dalla scommessa che tutta l’Italia sia percorribile a piedi, senza macchina, senza nemmeno prendere un treno o un bus. L’idea è che ognuno di noi può condividere i percorsi a piedi che conosce. Una mappatura del nostro territorio, tale da farci esclamare: “Ammappa l’Italia!“.
Borgata Sarasin Monte Ribè
- Regione: Piemonte
- Durata: 1h 30' A/R
- Difficoltà: turistico
- Natura: 75%
- Percorribilità: piedi, cavallo, bici
- scarica il gpx del percorso
- Versione stampabile
Anello del Monte Ribè, da borgata Sarasin Mappato da Adriano (Compagnia dell’Anello) Di per sé, la salita alla cima del monte Ribè, è pur sempre una piacevole e gratificante escursione, ma se ad essa ci aggiungi l’accoglienza di un amico nella sua baita (chiamiamola pure baita, ma con caratteristiche da resort di alta qualità) da poco splendidamente ristrutturata nella borgata di famiglia, allora la giornata assume toni entusiastici. Normalmente per il monte Ribè si lascia l’auto a Frise, una delle…
Altro da sapere
Escursione effettuata il 2 febbraio 2023
Compagnia dell’Anello formata da: Adriano, Angelo, Antonio, Doina, José, Mari e Maria Teresa, con la cortese e competente compagnia di Rita e Secondo, nonché dei simpatici Argos e Heidi.
Località di partenza: borgata Sarasin – Frise di Monterosso Grana 1374m
Punto più elevato raggiunto: Monte Ribè 1576m
Dislivello cumulato in ascesa: 304m
Sviluppo complessivo del percorso: 4 km
La bacheca del percorso
Note toponomastiche e curiosità
Ci soffermiamo unicamente sul significato del nome delle due piccole borgate poste proprio sui fianchi del monte Ribè, risalente a fatti storici e leggendari di Crosasso e Sarasin cioè i Crociati e i Saraceni (tratto dal blog “leggende della Valle Grana”). Si racconta che, nel tempo dei tempi, quando le questioni tra gli uomini si risolvevano a colpi di spada o di coltello o, peggio ancora, con le mazze ferrate, un triste giorno comparirono i saraceni: moresche orde barbariche provenienti dalle terre del Nord Africa in cerca di ricchezza e schiavi. Distrussero un antico monastero che si trovava nel vallone di Pentenera, risalirono il monte Ribè e si accamparono a ridosso di esso fondando un piccolo villaggio. Da quel posto partirono numerose e terribili scorrerie che dilaniarono l’intera valle. Saccheggiarono e rasero al suolo interi villaggi e paesi. Trascorsero anni bui, anni di dolore, di desolazione e di abbandono. Ma venne il giorno del riscatto. Dalla vicina Provenza giunse, ai piedi del monte Ribè, un esercito di cavalieri crociati. Essi si attestarono un poco al di sotto del colorato accampamento dei mori e, subito dopo, scatenarono una ferocissima battaglia. Benché in posizione subalterna i crociati ebbero la meglio e la Valle Grana fu finalmente liberata dai sanguinari barbari. Dopo l’epica battaglia, i crociati trovarono su quel monte delle strane incisioni di forma circolare come dei piccoli recipienti scavati nella roccia (le coppelle). Pensarono fossero opera dei saraceni al che, alcuni monaci che erano al loro seguito, scolpirono vicino a queste delle croci, a futura memoria della scacciata dei mori e dei demoni. Quei segni sono tutt’ora visibili e ancor oggi si ricorda di una “vouto de la pistolo”, cioè di una stalla, costruita in continuità di una grotta, nel cui interno trovarono un calzare arabo. Di quella “vouto” rimane solo più la memoria e il racconto tramandato, ma da lì nacque la leggenda dei Crosassi e Sarasin: due magnifiche borgate di questa terra.
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