Il percorso Bonaparte
Il percorso che va da Canino a Montalto di Castro potrebbe essere intitolato “La via di Bonaparte” perché come sappiamo Luciano visse molti anni a Canino, fu principe di Musignano e si adoperò per gli scavi archeologici di Vulci, tutti luoghi toccati dal cammino descritto di seguito. Ma si può definire Bonaparte anche perché esso è percorribile davvero in “buona parte”, mentre per un’altra metà assolutamente no, proprio come nella famosa barzelletta sui francesi…
Il tracciato infatti presenta vari spezzoni che nel nostro sopralluogo non è stato possibile collegare adeguatamente tra loro. In attesa di un aiuto istituzionale quindi consigliamo di fare solo i seguenti percorsi: Attorno a Canino e Da Musignano a Vulci. Ciononostante vi descriveremo anche i raccordi tra queste parti da noi effettuati.
Attorno a Canino
Dal Municipio di Canino prendiamo una strada che scende (Via Ischia) seguendo le indicazioni per Castellardo. Arrivati in fondo c’è un bivio che prendiamo a sinistra, passando accanto all’Officina delle Arti. Stiamo praticamente costeggiando un affluente del Timone. Arrivati al cementificio (foto) giriamo a destra su di un ponte e possiamo osservare a sinistra un rudere di archeologia industriale (un’ipotetica ferriera, vedi foto). Facciamo nemmeno 200 metri e all’altezza di un tornante imbocchiamo a sinistra e poi dopo breve ancora a sinistra. Il sentiero pianeggiante, ben evidente, arriva nei pressi di un antico mulino e di una gora, allontanandosi dalle strade asfaltate e rumorose. Giungeremo così ad un lago artificiale con una diga (foto), dove è possibile osservare numerosi uccelli, come gli aironi.
Il raccordo per Musignano (sconsigliato a causa del traffico automobilistico)
A questo punto dobbiamo tornare al cementificio e prendere a destra dopo il ponte, in quanto iniziano i territori dei Torlonia, privati, sorvegliati e dunque inaccessibili, purtroppo. Questa strada ci porterà alla statale che va imboccata a destra fino a Musignano.
Da Musignano a Vulci
All’altezza del Castello di Musignano prendiamo a destra e scendiamo attorno alla rupe. Oltrepassiamo un ponticello e prendiamo la prima a sinistra, lungo un viale di cipressi. Troviamo così un secondo ponticello superato il quale c’è un bivio a cui dobbiamo girare a sinistra. Dopodiché si arriva alla strada asfaltata che va presa a destra (provinciale). Questa lunga strada va abbandonata all’altezza di un ponticello, dopo un edificio in rovina, andando a sinistra, sempre su strada asfaltata ma piacevole e poco trafficata. Questa lunga e dritta strada (foto) scollina e ci lascia vedere in lontananza la Centrale di Montalto e il mare. Noi dobbiamo andare sempre avanti fino alla provinciale (alcuni chilometri), dopodiché proseguire ancora dritti per la strada sterrata che prosegue. Ancora qualche chilometro e arriveremo ad un incrocio con dei cartelli informativi per i turisti. Siamo infatti nei pressi dell’area archeologica di Vulci. Noi dobbiamo andare a destra per Museo Etrusco – Ponte della Badia (foto). Ci riallacceremo così alla provinciale e facendone solo qualche centinaio di metri a sinistra saremo in uno dei posti più belli e suggestivi dell’intera Tuscia, il Castello di Vulci, con le gole sul Fiora e il ponte a schiena d’asino (foto).
Il Castello di Vulci, situato nel territorio di Canino, venne edificato a ridosso di un ponte, ponte dell’arcobaleno, costruito dai romani su fondamenta preesistenti etrusche, per attraversare una gola dove passa il Fiume Fiora, che oggi divide i territori di Canino e Montalto di Castro.
Il castello venne edificato nel XII sec. dai monaci cistercensi, su quella che nel IX sec. era un’abbazia dedicata a San Mamiliano, distrutta dalle incursioni dei saraceni. Il castello divenne dal XIII sec. un importante centro di assistenza ed accoglienza dei pellegrini e fu per mezzo secolo gestito in collaborazione con i cavalieri del Tempio, i cosiddetti Templari.
Nel XVI sec. passò nelle proprietà di Alessandro Farnese, Papa Paolo III, che vi operò alcuni restauri. Successivamente fu utilizzata quale dogana dello Stato Pontificio, perché il castello era situato ai confini con il Granducato di Toscana. Passò poi ai Bonaparte, nel1859 ai Torlonia e infine fu acquistato dallo Stato Italiano” (da wikipedia).
Da Vulci a Montalto di Castro(altamente sconsigliato a causa del traffico automobilistico)
Detto in parole povere: è davvero uno scandalo che non esista un percorso a piedi (o per ciclisti) che colleghi l’area archeologica di Vulci (e il Castello) al centro abitato di Montalto di Castro, senza passare per le strade pericolose della statale e della provinciale. Come vedete dal tracciato gpx infatti l’unica strada fattibile è quella che ritorna indietro, al bivio con i cartelli turistici prosegue in avanti, arriva alla vecchia cartiera (foto), passa per la rotatoria, torna qualche centinaio di metri verso Tuscania e prende una strada secondaria per il Casalino dei Francesi che comunque ci riporta sulla statale. Da qui si svolta a sinistra e al cimitero si prende la strada parallela per pedoni fino al centro di Montalto. E’ una strada lunga, stretta e molto pericolosa. Le macchine sfrecciano e non si curano di chi va a piedi, quindi la sconsigliamo altamente, in attesa che i comuni di riferimento facciano qualcosa per chi vuole andare a piedi senza essere investito. Sarebbe un percorso stupendo, che passerebbe accanto alla già citata cartiera con la sua grotta e all’acquedotto settecentesco (foto), dove oggi è possibile incontrare carcasse di automobili abbandonate e discariche a cielo aperto (foto). Un vero peccato…
Ringrazio di cuore Marco Scataglini per aver condiviso con me quest’avventura di 31 km…
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