Percorso: da Cerveteri a Castel Giuliano- via Necropoli La Banditaccia e le 5 Cascate.
Un percorso che ci riporta indietro nei misteriosi fantastici tempi antichi e ci spinge alla scoperte delle piccole grandi vie etrusche, immerse nella Natura.
In una bellissima giornata di dicembre, solare e azzurra, scopriamo il borgo di Cerveteri, visitiamo l’antica Piazza Santa Maria Maggiore con la bellissima Chiesa ed il Museo Nazionale Ruspoli che merita tutta la nostra attenzione.
Scendiamo le scale dell’antica piazza, giriamo a sinistra verso via Sant’Angelo, rapiti da un profumo irresistibile che ci guida all’ interno di un Antico Forno che, proprio in questi giorni ha compiuti i suoi bei 100 anni. In questo periodo vorremmo comperare tutto, ci portiamo via un po’ di pizze e dolci, ed a forza usciamo lasciandoci alle spalle i profumi dei dolci del Natale.
Giriamo di nuovo a sinistra, scendiamo verso via delle Mura Castellane ed i Giardini Comunali della Rimembranza e da qui iniziamo il percorso verso la Necropoli la Banditaccia.
Prendiamo via della Necropoli, (indicata anche da cartelli ben visibili che indicano NECROPOLI), con un breve tratto iniziale di strada asfaltata e carrabile, (quindi attenzione al passaggio delle macchine), poi camminiamo su un sentiero di terra battuta al lato sinistro della strada fino ad arrivare ad un viale alberato di pini marittimi che attraversiamo. Continuiamo il percorso davanti a noi seguendo anche i segni rossi e bianchi simili ai segnali CAI.
Giriamo poi a sinistra per via Sepolcrale, passiamo sotto un ponte di tufo e qui la veduta dell’Area Archeologica Etrusca , visitabile liberamente, ci affascina.
Continuiamo sempre diritti su un percorso ben delimitato, fino ad arrivare ad un cancello chiuso in ferro che delimita l’Area Archeologica visitabile a pagamento. Giriamo a destra, saliamo le scale e siamo davanti l’ingresso del Museo Necropoli Etrusca della Banditaccia, Patrimonio Unesco che rappresenta un capolavoro del genio creativo dell’uomo etrusco.
E’ lunedì ed i musei sono chiusi, continuiamo verso sinistra seguendo da fuori la delimitazione in ferro dell’area, fino ad arrivare in un piazzale, alla destra la Necropoli del Laghetto (visitabile liberamente), tralasciamo le indicazioni SimilCai a sinistra e che ci hanno accompagnato fini qui, continuiamo davanti per Via degli Inferi nel percorso pedonale, siamo su una strada etrusca di tufo, a destra e a sinistra le tombe ci sovrastano fino all’incrocio, dove giriamo a sinistra e poco dopo a destra su un piccolo sentiero delimitato di nuovo dalle indicazioni SimilCai.
Seguiamo per via della Bufolareccia e poi di nuovo a sinistra per Porta Coperta.
Incrociamo la via che a destra porta a Cerveteri passando per i Cimitero Nuovo, noi prendiamo comunque a sinistra per la nostra meta di Castel Giuliano e Fosso della Mola. Si apre un grande prato ed i monti Ceriti come colline ondulate sono alla nostra sinistra, seguiamo in discesa i segnali bianchi e rossi, (la discesa in tufo e’ ripida consigliamo uso di uno o due bastoni) che ci portano al Fosso della Mola, facilmente attraversabile durante le belle stagioni, ma in inverno l’acqua sale e quindi e’ consigliabile l’uso di scarponi antiacqua.
Lo attraversiamo e ci bagniamo un po’, ma la bella giornata ci assiste e quindi contenti riprendiamo il cammino verso un antico manufatto abbandonato, forse un tempo silos di grano, giriamo sulla sinistra intorno la vecchia costruzione e arriviamo ad un cancello, lo superiamo e ci inoltriamo sulla strada all’interno di alte pareti, habitat di querceti, lecceti e macchia mediterranea, sopra il cielo i rapaci volano e ci osservano, noi rimaniamo lì rapiti a bocca aperta.
Sotto i nostri piedi il giallo, le foglie cadute delle piante di fico ci accolgono nel loro tappeto colorato e bagnato dalle numerose sorgenti che iniziamo ad incontrare sul sentiero, incontriamo cascatelle senza nome, poi giriamo a sinistra passando sopra l’acqua di sorgente, verso un cancello e un antico mulino ormai abbandonato (chissà quale famiglia vi abitava)seguiamo sempre i segni rosso e bianchi similCai,verso la Cascata dell’Arenile piena d’acqua dopo le recenti piogge, vale la pena una sosta.
Torniamo indietro sui nostri passi e continuiamo seguendo le indicazioni rosse bianche, il Fosso della Mola sulla nostra sinistra, andiamo verso la cascata Braccio di Mare, la musica dell’acqua ci apre la mente, siamo sulla cascata con un ampio laghetto, da qui il nome Cascata Braccio di Mare, poi torniamo indietro e saliamo a sinistra su un antico percorso etrusco segnato sempre dai colori bianco e rosso, incontriamo sulla strada dei pilastri di cemento considerati gli sfiatatoi delle sorgenti e dell’acqua che sotto vi scorre, continuiamo sempre verso nord e ben presto arriviamo ad un fontanile, posto un ampio prato.
Giriamo a sinistra e continuiamo in una discesa ciottolosa e sconnessa, che ci porta alla Cascata della Mola, la più alta ed imponente di tutte e, dopo queste splendida vista, (tralasciamo la Cascata dell’Ospedaletto ma chi vuole può raggiungerla facilmente), risaliamo e giriamo a sinistra sul percorso.
Facciamo poco dopo ancora una piccola deviazione a sinistra per ammirare un antico Ponte Etrusco-Romano dove vediamo ancora le indicazioni rosso bianche, ma a questo punto le abbandoniamo e torniamo sui nostri passi sulla strada precedentemente abbandonata, girando a sinistra verso il paese di Castel Giuliano.
Incontriamo sulla nostra destra due “Pestarole”, due vasche ricavate da massi di pietra, usate dagli antichi per pestare uva, olio o chissà cosa altro, proseguiamo sulla strada carrabile poi giriamo a destra verso un sentiero più stretto fino ad arrivare in un bel prato con un albero di noci, passiamo sotto l’albero e continuiamo a destra , oltrepassiamo un cancello in ferro, sulla sinistra c’e’ un antico fontanile dismesso.
Continuiamo sulla strada (alla nostra destra troviamo anche l’indicazione per un soggiorno alla bella Tenuta Monte la Guardia) proseguiamo comunque in salita fino ad arrivare al centro del piccolo borgo etrusco romano che conserva ancora oggi la planimetria rurale seicentesca con filari di case a due piani, un antico forno collettivo ed un bel Castello, visitabile ed oggi abitato dalla famiglia Patrizi.
Il nostro percorso finisce qui davanti la chiesa, nella piazza del paese, vicino a 6 giovanotti di oltre 70 anni, che sostano sulle sedute della Chiesa al sole e gioiosi ci salutano, ci chiedono da dove veniamo e scherzano divertiti alle battute scambiate tra amici. Il calore delle loro antiche amicizie conservate e curate per anni in questo piccolo borgo ci meraviglia, ci rende felici. E’ tutto qui il vero senso della scoperta di luoghi.
La giornata finisce con questa spettacolo.
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