Colletto di Celle di Macra Costa Chiggia

Costa Chiggia e Monte Buch, da Colletto di Celle di Macra Mappato da Antonio (Compagnia dell’Anello) Con il rientro di Antonio la Compagnia dell’Anello ripropone quasi al completo i suoi attuali effettivi al consueto appuntamento jupiterino che, a detta del meteorologo, questa settimana, sembra essere il giorno con minor rischio di pioggia, anche se al ritorno due gocce (ma proprio due!), ci hanno levato la polvere dai capelli (per chi li ha). L’idea della compagnia è quella di effettuare un’escursione…

Ammappato il 2 Giugno 2020

Ammappato da: Antonio (Compagnia dell'Anello)

Altro da sapere

Escursione effettuata il 28 Maggio 2020
Compagnia dell’Anello formata da: Adriano, Antonio, Franco, Josè e Osvaldo
Partenza da Colletto di Celle Macra 1412m
Punto più elevato raggiunto: cima di Costa Chiggia 2156m
Dislivello cumulato in ascesa: 836m
Sviluppo complessivo del percorso: 10,5 km
Tempo in movimento: 4h 30′
Difficoltà: EE

La bacheca del percorso

Note di toponomastica e curiosità
Colletto (borgata): ‘piccolo colle’;
Cialier (Punta): ritenuto una distorsione italianizzata dal provenzale Cialm, indica un ‘pianoro elevato dove riposano le greggi’;
Arpiolassa (Comba): forma maggiorativa di Arpiola, forma italianizzata di Arpiol (rotacismo in r, quindi Alpiol) condivide l’etimologia di Alp ‘pascolo di monte’;
Urgiera (Comba): dal provenzale Uergero ‘terreno riservato alla coltura dell’orzo’;
Chiggia (Costa): si presume un collegamento tra il toponimo Chiggia e il provenzale Slija, sliar che richiama l’immagine di ‘pendio scivoloso’;
Buch, localmente Mount lou Buc (Monte): buch, in provenzale, è il nome assegnato al ‘maschio della capra’. In Val Varaita buch assume invece il significato di ‘altura appuntita su costone proteso verso valle’;
Palent (borgata): palent ricorda, sia ‘vecchie recinzioni di pali in legno a protezione della borgata’, sia ‘pietre infitte, termini divisori’ (dal provenzale palet);
Bottai (sentiero dei): il mestiere del bottaio, era praticato in autunno-inverno, in forma itinerante, da molti abitanti di Albaretto, Celle di Macra e Marmora. Questi costruttori di botti (cibriers) furono molto richiesti soprattutto nelle zone delle Langhe, Monferrato e Monregalese, dove erano apprezzati per l’abilità nella costruzione e nella riparazione di mastelli, zangole, botti e torchi;

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