Anello delle Rocche di Serpentera, da Piano Marchisio
Mappato da adriano (Compagnia dell’Anello)
Questa settimana la Compagnia dell’Anello presenta un bel giro, raccomandabile soprattutto nel periodo della fioritura dei rododendri, periodo che accoglie pure un’infinità di altro rigoglio floreale che sembra di camminare in un giardino…
Il nostro giro, naturalmente ad anello, inizia dalla Porta di Piano Marchisio (o Pian Marchisa), sale in un selvaggio valloncello fino al Colletto delle Rocche di Serpentera, discende sul versante opposto andando a lambire il lago delle Möie e il lago Biecai e, in un mare di rododendri, raggiunge il rifugio Mondovì – Havis de Giorgio per chiudere l’anello tornando nell’ampio Piano Marchisio. È un giro adatto a tutti, naturalmente con adeguato allenamento, tutto su sentiero e senza alcun passaggio esposto.
Lo percorriamo con mia moglie, Maria Teresa e gli amici Caterina e Giuseppe, salendo in auto la valle Ellero da Roccaforte Mondovì sulla rotabile che transita a Rastello e al Ponte Murato (da Rastello la strada diventa più stretta, ma è tutta asfaltata) per raggiungere l’ingresso di Piano Marchisio (1636m), dove si può parcheggiare (sosta a pagamento nei week-end estivi).
Da qui, zaino in spalla, imbocchiamo il sentiero sulla destra (palina Colle Serpentera) che sale subito deciso aprendoci un primo bel scorcio panoramico sulla inconfondibile Cima delle Saline e sulle altre vette alle spalle del Rifugio Mondovì.
Più sopra incrociamo la sterrata di servizio per gli alpeggi soprastanti che seguiamo agevolmente per un buon tratto fintanto che ritorna sentiero addentrandosi in un tratto boschivo ed erto ove il passaggio delle mandrie può aver ingarbugliato il tracciato originario. In ogni caso, uscendo su terreno più libero, torniamo ad ammirare il paesaggio e la flora che ci circonda, ivi compresa una massiccia presenza di veratro, pianta simile alla genziana lutea, ma velenosa (si distingue facilmente dalla genziana per avere le foglie disposte in modo alterno attorno al fusto, al contrario della genziana che ha le foglie opposte) e per questo sta diventando un’infestante indisturbata, in quanto non gradita al bestiame al pascolo, prendendo facilmente il sopravvento sulle buone specie foraggere.
Ora lo sguardo viene attratto davanti a noi dalle severe Rocche di Serpentera, il cui nome deriva necessariamente dalla forma sinuosa della dorsale su cui si trovano le cime, mentre alla nostra destra, in direzione Nord si profila la cresta massiccia di Cima Cars. Volgendoci indietro la scena è dominata sullo sfondo dal Monte Mondolé.
Salendo di quota l’aria va rinfrescandosi e ci accompagna un variegato giardino in smagliante fioritura. Costeggiamo qualche chiazza di neve risoluta a resistere all’incombente anticiclone africano e infine scolliniamo sul Colletto delle Rocche di Serpentera (2206m).
Dopo la foto di rito presso la malandata palina segnaletica del punto più elevato raggiunto nell’odierna escursione e dopo aver ammirato le superbe cime verso SE: Pian Ballaur, Rocca Maraquaià e Saline, iniziamo la discesa nel vallone del Rio Ciappa intravedendo dall’alto, incastonato in una morena, il Lago delle Möie, attualmente diviso in due parti. Il toponimo “möie”, spesso italianizzato in “moglie” indica appunto i terreni molli, acquitrinosi, che caratterizzano la conca. Localmente, il laghetto è noto anche come Lagh d’la Muta. Il termine “muta” significa “zolla”, e si riferisce alla cotica di piante palustri galleggianti (aggallati) che stanno lentamente invadendo lo specchio d’acqua.
Si racconta che questo lago ben si prestava, a fine stagione, ad un bagno delle greggi per pulire alla bell’e meglio la lana delle pecore rendendola più facilmente lavorabile alla prossima tosatura.
Il posto, bello e ben riparato dal vento, c’invita ad una sosta ristoratrice riposandoci sulle panchette presso la vicina malga.
Riprendiamo la discesa superando dall’alto l’esteso Lago Biecai, in questo periodo ancor ricco d’acqua, ma con l’avanzare della stagione destinato a prosciugarsi a causa degli inghiottitoi della roccia carsica che dirottano l’acqua nelle infinite caverne e laghi sotteranei, caratteristici di questa zona.
Scolliniamo sulla Porta Biecai (1998m) e scendiamo il ripido versante verso l’altipiano sovrastato da una parte dalla Punta Havis de Giorgio e dall’altra dalle Rocche di Serpentera, altipiano che è un mare ininterrotto di rododendri dalle infinite sfumature sulle tonalità del rosso e del rosa.
Più avanti arriviamo presso il rifugio Mondovì – Havis de Giorgio (1761m) dove decidiamo di non soffermarci causa il tempo che minaccia pioggia. il rifugio si trova in bellissima posizione, su un dosso erboso ai piedi delle impressionanti pareti calcaree della Rocca del Pis e delle Rocche Biecai. Il rifugio è dedicato ad Havis de Giorgio, medaglia d’oro al valor militare, caduto in Africa nel 1939.
Arriviamo così nell’esteso Piano Marchisio che percorriamo sulla sterrata fiancheggiante il torrente Ellero andando a chiudere il nostro bel giro ad anello al punto di partenza presso la Porta Piano Marchisio.
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