San Giovenale di Peveragno Rucàs

Un giro sulle colline ai piedi della Bisalta Mappato da Adriano (Compagnia dell’Anello) Un ampio e interessante anello sulle colline che abbracciano Peveragno e San Giovenale ai piedi della Bisalta, passando per le cime di Moncalvino, Bric Madamin e del Rucàs nonché alla ex-miniera d’uranio di Val Fredda, tra castagneti e boschi che iniziano a rinverdire lasciando comunque intravedere ampi scorci panoramici sulla pianura cuneese e sulle punte innevate della Bisalta. Ci diamo appuntamento al parcheggio pubblico poco distante dalla…

Ammappato il 30 Aprile 2021

Ammappato da: Adriano (Compagnia dell'Anello)

Altro da sapere

Note toponomastiche e curiosità

PEVERAGNO: (Povragn in piemontese, Poranh in occitano); sull’origine del nome vi sono più ipotesi senza alcuna possibilità, allo stato attuale, di suffragare con certezza la veridicità di una di esse: a) dal latino ‘piper’, pepe, le cui bacche sembra siano presenti sulla pianta verde dello stemma comunale; da tener presente che anche nei documenti riguardanti la Certosa di Pesio ricorre spesso il nome ‘piperis’, b) dalla antica famiglia morozzese dei Pipa, proprietaria di vasti latifondi nei comuni di Morozzo, Chiusa Pesio e Cuneo, c) da Pipara, nome barbarico di Cornelia Saponina, moglie dell’imperatore Gallieno, la quale molto probabilmente aderì o simpatizzò al Cristianesimo, d) dal nome gentilizio Papirius.

MONCALVINO: sulla vetta, sono state ritrovate due asce paleolitiche ed una neolitica, indici sicuri della presenza in loco di uomini primitivi; sembra pure accertata la presenza di un grande lastrone liscio con una croce greca accuratamente scalpellata risalente ad epoca pre-romana, ma la posa in opera dell’attuale croce sembra aver alterato alcuni di questi elementi.

COLLETTO DI SAN GIOVENALE: per la sua posizione più protetta e facilmente controllabile rispetto alla piana di San Magno, fu privilegiato come percorso fin dai tempi antichi; si ipotizza che qui passasse una via romana proveniente da Roccaforte che dopo questo valico si divideva in due rami: uno verso Bovis e Pedona (Boves e Borgo S. Dalmazzo), l’altro verso la Val Colla, Passo Ceresole e Col di Tenda.

EX MINIERA D’URANIO: il sito della Val Fredda di Peveragno, insieme a quello del Bric Colmé di Roburent, furono gli unici due in provincia di Cuneo che si dimostrarono appetibili per una un’estrazione mineraria su scala industriale. La Montecatini ebbe l’incarico di ricercare l’uranio necessario per sperimentarne l’utilizzo a fini energetici. I lavori d’estrazione iniziarono nel 1949 creando illusioni di riscatto sociale e uscita dalla miseria per la popolazione locale, ma l’inesperienza e la trascuratezza nell’utilizzo dei più banali sistemi di sicurezza portò alla morte in pochi anni per silicosi e leucemia numerosi lavoratori. In seguito, una mutata situazione politica e una nuova sensibilità ambientale affossò definitivamente l’estrazione dell’uranio a Peveragno. La miniera, che era una delle più estese d’Italia con 3 discenderie, 4 chilometri di gallerie e una profondità di 485 m. slm, chiuse i battenti nel 1962.

La bacheca del percorso

Escursione effettuata il 23 Aprile 2021

Compagnia dell’Anello formata da Adriano, Angelo, Adriano, Franco e José, con la gradita partecipazione di Maria Teresa

Località di partenza: San Giovenale di Peveragno 635m

Punto più elevato raggiunto: Rucàs (o Bric Croé o Cima Croce) 1267m

Dislivello cumulato in ascesa: 849m

Sviluppo complessivo del percorso: 15 km

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