San Pietro di Monterosso Grana Frise

Giro delle “Laouziere” (Cave di ardesia) Mappato da Adriano (Compagnia dell’Anello) La montagna non è fatta solo di vette, cime o sommità e qualche volta vale la pena di non salire a tutti i costi sempre più in alto, ma di soffermarsi per comprendere e approfondire i fatti storici e culturali delle nostre vallate alpine. Il giro di oggi della Compagnia dell’Anello è rivolto principalmente a questo aspetto… Siamo in Valle Grana e qui, grazie alle iniziative dell’Ecomuseo “Terre del…

Ammappato il 28 Gennaio 2022

Ammappato da: Adriano (Compagnia dell'Anello)

Altro da sapere

Escursione effettuata il 20 Gennaio 2022

Compagnia dell’Anello formata da: Adriano, Angelo, Antonio, Frank, José e Osvaldo.

Località di partenza: San Pietro di Monterosso Grana 813m

Punto più elevato raggiunto: località Ruera 1260m

Dislivello cumulato in ascesa: 550m

Sviluppo complessivo del percorso: 11 km

La bacheca del percorso

Note toponomastiche e curiosità

Monterosso Grana (Comune di): nome locale provenzale Lou Bourgàt. Il toponimo, dall’aggettivo latino ‘aurosus’, ha il senso di monte color oro; probabile allusione alla colorazione di minerali silicatici (mica).

Combetta (Borgata di Monterosso G.): nome locale provenzale Coumbeto. Il toponimo, dal celtico ‘Kumba’ e dal tardo latino ‘cumba’ ha il signicato di valle profonda incassata tra alti versanti. La borgata era abitata da famiglie di cavatori. Curiosità: il pilone della Combetta, che sorge a pochi minuti dalla borgata in posizione dominante, fu costruito tra il 1943 e il 1944 da una famiglia del luogo in ringraziamento a Maria Ausiliatrice per la guarigione di una bambina. Il pilone fu protagonista della locale resistenza durante la lotta per la liberazione quando due partigiani di vedetta al pilone furono colpiti da un proiettile esplosivo di mortaio mentre il pilone rimase miracolosamente intatto.

Fugirosso (Borgata di Monterosso G.): nome locale provenzale Fougirous. Protagonista della locale resistenza nell’ultima guerra mondiale, fu teatro di un rastrellamento nazi-fascista nell’anno 1944. La borgata era abitata dalle famiglie dei laouzatìe, i cavatori che lavoravano nelle cave di ardesia. Qui tutto è pietra: davanzali, pavimenti, tetti, muri, scale e perfino il sentiero che raggiunge le cave a pochi minuti di distanza.

Frise (Frazione di Monterosso G.): il toponimo, di origine oscura, potrebbe essere una distorsione italianizzata della voce provenzale ‘fraisse’, frassino, e quindi corrispondere a territorio boscoso oppure derivare dalla voce latina ‘fre(n)sus’, macinare, in riferimento ai mulini della valle.

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