Questo itinerario di tre giorni è stato ideato e mappato dagli amici e collaboratori di Ammappalitalia Pietro Vertamy e Ilaria Di Biagio, del laboratorio errante Around the Walk.
1° GIORNO: CAPRANICA-BARBARANO ROMANO
Usciti dalla stazione di Capranica scalo, seguire la strada di fronte andando a destra. Dopo circa duecentocinquanta metri sull’asfalto, in corrispondenza di un vecchio segnale di “passaggio a livello” imboccare il sentiero ben visibile alla propria destra fra la boscaglia verso la ferrovia. Si tratta dell’inizio della via ciclabile lungo il percorso della dismessa linea ferroviaria Capranica – Civitavecchia e che -volendo- si potrà non abbandonare per i prossimi 52 km fino a giungere al mare. L’imbocco della ciclabile è in questo punto segnalata da una scritta spray bianca “Fs” e da una freccia, poste su quel che resta di un pilone di cemento.
Il percorso è pianeggiante e piacevole immerso nel verde della Tuscia laziale, fra campi e pascoli.
È opportuno premunirsi di una lampadina, o di una frontale, per attraversare una galleria di circa trecento metri priva di illuminazione. Il fondo è in “brecciolino” e non presenta nessun tipo di difficoltà, risulterà al massimo un po’ noioso da camminare.
A circa 6 km della partenza e 20 minuti dopo aver attraversato la galleria, si noterà in lontananza su un rettilineo un ponte di pietra al di sopra della via ciclabile. Porre attenzione alla casa nascosta dopo il ponte sul lato destro del cammino per presenza di cani che possono essere liberi.
Proseguendo, si raggiungerà la prima stazione abbandonata del lungo percorso fino al mare: la stazione ferroviaria di Barbarano Romano. Nel senso di marcia apparirà leggermente in alto sulla propria sinistra ad un centinaio di metri dal cavalcavia stradale sotto il quale si passerà proseguendo con pochi passi.
La stazione, come quasi tutte lungo il percorso ferroviario dismesso, è in stato di abbandono, senza tetto e immersa nei rovi, ma se ne può comunque distinguere la bella architettura austera degli anni ’30 e le maioliche blu e gialle del cartello con il nome della località sulle pareti esterne
Poco dopo aver superato una seconda breve galleria, e con l’aiuto del gps, si può lasciare il percorso della ferrovia per inoltrarsi nella vegetazione alla propria destra e raggiungere una piccola asfaltata che corre parallela ma che non è visibile dal fitto del bosco. Oltre ad accorciare il percorso ci permetterà di evitare un breve tratto leggermente trafficato di strada provinciale, a favore di una quieta secondaria in mezzo ai campi e casette isolate.
Si tratta di un centinaio di passi in tutto nel bosco, ma nel caso non si trovi la strada della chiusa di Valleriani, è preferibile tornare indietro e riprendere il tracciato della ferrovia nello steso senso di marcia, e raggiungere così, in meno di un chilometro, la strada provinciale Sp42, comunque alle porte dell’abitato di Barbarano posto alla propria destra nel senso di marcia.
La tappa si conclude all’ingresso dell’antico borgo di Barbarano Romano, in piazza Armando Diaz proprio di fronte alla porta ad arco sormontata da un’atipica torre in tufo circolare in basso e cuboidale in alto.
Lungo il rettilineo verso la torre sarà possibile trovare diverse piccole attività fra le quali un tabaccaio, un market e una farmacia oltre che il bel museo civico locale (edificio moderno, chiaro, alla propria sinistra) che organizza visite guidate nell’adiacente Parco naturale Martoranum e alla famosa necropoli etrusca San Giuliano
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