Camminando la vita si semplifica: ci sono pochi oggetti nello zaino e i pensieri si riducono a come prendersi cura di loro. E a come questi oggetti possono aiutarci a prenderci cura di noi. Alzando lo sguardo trovi pochi elementi da osservare, tra l’orizzonte e il tuo proprio passo: gli alberi, il prato, una cornacchia nel vento. Puoi riflettere su ognuno di questi elementi per un centinaio di metri e poi lasciarlo andar via, oppure puoi portartelo appresso per molti chilometri.
Percorrere la propria strada camminando è come scrivere su di un foglio di terra una prosa semplice e primitiva, composta di frasi brevi e asciutte.
Il percorso
Dalla piazza del municipio di Tuscania andiamo verso la porta nord del paese che affaccia su Piazza Trieste e girando a destra costeggiamo le mura dell’antica Toscanella. Imbocchiamo dunque sulla sinistra la Strada Piansanese e dopo un chilometro circa ancora a sinistra per Strada Guadigliolo. Lentamente il paese con le sue case e ville finisce e la strada asfaltata diventa comunque più piacevole. Superiamo un ponticello e ci troviamo all’altezza di una fattoria con una strada sulla destra (foto) che va presa in salita. Ci troviamo così ad un bivio a Y che va preso a sinistra. C’è poi una ulteriore deviazione sulla sinistra che non va presa. Il nostro sentiero incomincia a inoltrarsi in un bel bosco, di proprietà comunale. Arriviamo ad incrociare una strada che proviene da sinistra e prosegue dritta, dopodiché c’è una villa, che va superata sempre percorrendo il sentiero, finché c’è un trivio. Noi imbocchiamo al centro e, dopo qualche metro, potremmo trovare una catenella, che comunque è solo per le macchine. All’incrocio di strade successivo noi andiamo avanti fino ad arrivare alla provinciale, ma poco prima di essa svoltiamo a destra per una strada sterrata parallela, che quindi ci fa camminare in tutta sicurezza. Allo spiazzo successivo invece dobbiamo per forza prendere la provinciale a destra, percorrere circa 200 metri e poi svoltare a destra lì dove è indicata la base scout Madonna del Cerro. Troveremo infatti più avanti la chiesa Madonna del Cerro (foto) e dopo di essa un bellissimo abbeveratoio per animali.
Quando la nostra strada arriva di nuovo alla provinciale dobbiamo fare un fuoripista dall’altra parte dell’asfalto. Ci troviamo tra due case: imbocchiamo nei campi per poche decine di metri e, guadato il piccolo fosso, saliamo a destra lungo la recinzione. Una breve salita e siamo in un campo: a destra La Banditella, splendido luogo dove arte, natura e filosofia si uniscono col paesaggio e l’orizzonte.
Attraversiamo così il campo fino ad incrociare la strada sterrata che va presa a destra (fino al cancello della Banditella). Dopodiché all’incrocio a T andiamo a sinistra: altri 200 metri e possiamo tranquillamente inoltrarci in un secondo fuoripista, tra gli ulivi (controllare gpx), per poche centinaia di metri, in direzione nord. Questi brevi fuoripista sono necessari perché tutte le strade di Arlena sono parallele e ce ne sono pochissime che le uniscono in maniera trasversale. Trovata dunque la strada sterrata giriamo a sinistra, sempre tra ulivi e boschi. All’altezza di un casolare con un guado (foto) la strada prosegue e dopo una parete di argilla che la costeggia incrocia a T una strada bianca più ampia. Potremmo anche svoltare a destra e raggiungere la provinciale: in poco saremmo ad Arlena. Ma andando a sinistra si gode di una bella quanto dolce passeggiata che, pur allungando, è consigliabile per chi non ha voglia di fare altre strade con le macchine.
Andiamo così sempre dritti verso il mare per alcuni chilometri, dopodiché la strada andrà giù in un fosso, lo supererà con un ponticello e si troverà davanti ad un bivio, che va preso a destra in salita. Andiamo avanti per alcuni chilometri (siamo sulla parallela della strada di prima) e giungeremo ad Arlena di Castro.
Camminando la vita si semplifica: ci sono pochi oggetti nello zaino e i pensieri si riducono a come prendersi cura di loro. E a come questi oggetti possono aiutarci a prenderci cura di noi. Alzando lo sguardo trovi pochi elementi da osservare, tra l’orizzonte e il tuo proprio passo: gli alberi, il prato, una cornacchia nel vento. Puoi riflettere su ognuno di questi elementi per un centinaio di metri e poi lasciarlo andar via, oppure puoi portartelo appresso per molti…
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