Il percorso inizia da piazza della Repubblica a Vignanello e si dirige verso est girando intorno all’imponente mole del castello Ruspoli proseguendo poi in corso Garibaldi. Superata sulla sinistra una interessante fontana barocca del Seicento, si prosegue costeggiando un alto muro di cinta in mattoni di tufo, sopra il quale spuntano le chiome degli alberi all’interno del retrostante giardino del castello. Sulla sinistra possiamo invece osservare il panorama della valle sottostante con la chiesa della Madonna del Pianto. Svoltiamo a destra in via dell’Uliveto, continuando a costeggiare il giardino e seguendo le indicazioni per il cimitero. Proseguiamo poi in direzione di Corchiano – Fabrica di Roma in leggera discesa, in località Marescotta, ma continuando dritti subito dopo, tralasciando il segnale per le medesime località con svolta a destra. Arriviamo così ben presto davanti al cimitero, che costeggiamo percorrendo una stradina alla sua sinistra la quale penetra in campagna in mezzo ai noccioleti.
Ci sono segnali stradali che ne obbligano la percorrenza solo ai pedoni e ai ciclisti, ma le macchine ci passano ugualmente, per cui occorre prestare attenzione.
Superata l’indicazione per una pista di motocross, andiamo avanti e al successivo bivio ad Y svoltiamo a sinistra in una stradina con fondo cementato che scende ripidamente. Più avanti incrociamo un’altra strada che prendiamo a destra e passando subito dopo sopra ad un ponticello. Dopo essere passati al di sotto della strada provinciale 25, si ricomincia a salire, il fondo torna asfaltato e si cammina a fianco di interessanti costoni di tufo. Arrivati ad un incrocio con la strada provinciale 34, in zona artigianale, la prendiamo a destra per un breve tratto, facendo molta attenzione alle automobili, e subito dopo l’abbandoniamo entrando nella strada brecciata di Piedilupo sulla destra, la quale passa accanto al locale consorzio agrario. Manteniamo la destra anche ad un successivo incrocio ad Y e proseguiamo sulla strada. In questo punto il percorso si fa pianeggiante e possiamo vedere prima una interessante prospettiva su Vignanello ed il suo castello a destra e dopo il monte Terminillo a sinistra. Più avanti possiamo osservare la vecchia strada amerina che prosegue diritta mentre quella che seguiamo noi piega a sinistra, e andiamo avanti anche incuranti di una successiva strada a sinistra. Allo stesso modo, seguendo la strada principale, piegheremo a destra, tralasciando un’altra che prosegue dritta verso i piloni dell’alta tensione. Dopo circa cinquecento metri ad un incrocio svoltiamo a destra seguendo le indicazioni della strada amerina in una strada in discesa su fondo cementato che più avanti diventa asfaltato. Dopo aver oltrepassato un ponticello con le sponde di ferro si risale sull’altro versante, passando accanto ad un costone tufaceo. La strada poi torna brecciata e giunge ad un quadrivio, nel quale imboccheremo la prima a sinistra, seguendo le indicazioni per Gallese e costeggiando su due lati il bel monumento naturale di Pian Sant’Angelo, del WWF, che ha sviluppo triangolare. Dopo averne percorso il primo, infatti, giriamo a destra seguendo le indicazioni e percorrendo tutto il secondo lato, andando dritti anche al successivo bivio, dove c’è sulla destra una edicola votiva. Si esce poi da questa zona naturalistica svoltando a sinistra in discesa su una strada asfaltata, passando accanto alla zona archeologica del nucleo cimiteriale in località Genitura. Sulla sinistra troviamo la “Cantina della via Amerina”, sempre aperta, dove possiamo ristorarci con un buon bicchiere di vino locale. Svoltiamo poi immediatamente di nuovo a sinistra seguendo le indicazioni per la via amerina verso Corchiano passando sotto ad un arco. Successivamente seguiamo la strada che piega a sinistra, incuranti delle indicazioni per il cammino della Luce che invece prosegue dritto. Giunti ad una strada asfaltata, la seguiamo per pochissimi metri a sinistra per una interessante deviazione del nostro percorso, che ci porterà ad una zona archeologica chiamata Ponte del Ponte.
E’ opportuno in questo tratto seguire la traccia GPX del percorso, per evitare dubbi. Dobbiamo entrare subito a sinistra in un campo oltrepassando una catena e seguendo la recinzione la costeggiamo su due lati abbandonandola poi per salire su un campo più alto e seguendo la direzione nord costeggiandolo alla nostra sinistra per poi abbandonare pure questo ed entrare in un sentiero che sulla destra scende in una forra. Si oltrepassa un ruscello e si risale sull’altro versante, fino alla zona archeologica dove è presente un acquedotto costruito dall’antico popolo dei Falisci che portava acqua ad un castrum nelle vicinanze convogliando una sorgente attraverso cuniculi scavati nel tufo. Sono presenti tabelle esplicative sulle piante installate dal WWF.
Terminata la visita, torniamo sui nostri passi, e svoltiamo a sinistra sulla provinciale 73, su fondo asfaltato, che seguiremo per un lungo tratto pianeggiante, facendo attenzione alle automobili. Proseguiamo fino a contrada Madonna delle Grazie, nel cui quadrivio svoltiamo a destra passando davanti all’omonimia chiesa. Proseguiamo dritti sulla strada provinciale 73, a fondo brecciato, che ben presto lasciamo svoltando a destra in rapida discesa in una antica tagliata etrusca (prestare attenzione, si può scivolare) seguendo le indicazioni per le forre di Corchiano e seguendo la staccionata. Il percorso, molto suggestivo si snoda lungo il Rio Fratta costeggiando numeroso cantine scavate nel tufo egiunge ben presto, dopo aver oltrepassato un ponte, sotto all’imponente scoglio tufaceo sul quale è costruita la parte antica del paese, nel quale si può entrare risalendo delle ripide scalette. Percorriamo alcuni pittoreschi vicoli del centro storico di Corchiano e giungiamo in Piazza IV novembre, meta della nostra camminata.
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