Dando le spalle alla facciata della parrocchia del Sacro Cuore, si procede verso sinistra su via Sant’Arcangelo di Romagna, e dopo circa 300 metri si svolta a sinistra su via Gemmano. Si attraversa via del Risaro e si prosegue dritti, si oltrepassa un ponticello e ci si trova davanti a dei capannoni con un cancello rosso. Si piega a destra costeggiando il muro e si segue lo sterrato che porta verso un canneto; inoltrandosi nel canneto si giunge a un ponticello artigianale ma solido (0.10 h).
Oltre il ponticello, si piega verso sinistra lungo una pista ben evidente che sale a destra verso un filare di alberi e sbuca su una strada asfaltata. La si segue verso destra, si aggira un cancello e alla rotatoria si va a sinistra, e poi a destra alla rotatoria successiva. A questo punto si raggiunge un parcheggio, lo si percorre verso sinistra fino alla fine e si imbocca un viottolo con una piccola costruzione sulla sinistra. Si giunge così su via di Malafede, la si prende verso sinistra. Si gira a destra su via Gelli e la si percorre tutta, oltrepassando via Pavullo nel Frignano e risalendo verso delle case rosse. Giunti in cima alla salita, si va a sinistra, poi subito a destra su via Garra, e si raggiunge la stazione di Casal Bernocchi (0.30 h).
Si entra nella stazione, si oltrepassano i binari e si scendono le scale fino ad arrivare sull’Ostiense. Si attraversa approfittando delle strisce pedonali vicine e si va verso sinistra, costeggiando un parcheggio, e tenendo la destra per prendere via del Casaletto di Giano. Si passa sotto un cavalcavia piuttosto angusto e si segue la strada per circa 500 metri, fino al punto in cui, in corrispendenza della prima grande traversa che ci si trova sulla destra (via Maierato), si vede sulla sinistra un cancello grigio. Si entra nel cancello, e si prosegue sullo sterrato (0.15 h).
Da qui, piegando verso destra fino a raggiungere il Tevere, in passato era possibile raggiungere i casali di Dragoncello con un percorso molto pittoresco. Ora invece la tenuta che comprende i casali è stata recintata, e questa strada non è più percorribile.
Per questo, conviene percorrere tutto lo sterrato fino a raggiungere via dei Monti di San Paolo, che si prende verso sinistra. Giunti a una rotatoria, si prosegue dritti su via Badiali. Giunti a un’altra rotatoria, si va ancora dritto entrando in un cancello e percorrendo uno stradello in evidenti condizioni di abbandono; alla fine, un piccolo tratto sterrato porta su via di Dragoncello. Dall’altra parte della strada, leggermente sulla destra, si può vedere l’imbocco di una pista ciclabile anonima che si inoltra fra la recinzione delle palazzine sulla destra e un incolto sulla sinistra. Si prende questa ciclabile, si va a destra al primo bivio e a sinistra al secondo; si attraversa via Fattiboni, si va a destra al bivio e si percorre tutto il cavalcavia che ci si trova davanti. Scesi dal cavalcavia, poco dopo una fermata dell’autobus, bisogna tenere la sinistra per mantenersi sulla ciclabile, che passa sotto un cavalcavia e raggiunge il parco di Dragoncello. Oltrepassato il cavalcavia, ci si inoltra nel dedalo di viottoli e ciclabili. La sequenza delle svolte è questa: sinistra (pochi metri dopo il cavalcavia), destra (in pratica dritto), sinistra, destra. Ora, dopo aver costeggiato sulla destra delle palazzine, si vedono sulla destra delle alture con dei tralicci dell’alta tensione. Quando possibile, si lascia la ciclabile e si raggiunge una strada senza uscita (via Ottaviani). Qui si vedono due cancelli: uno azzurro sulla sinistra e uno grigio più a destra. Si entra nel cancello grigio (1.00 h).
Oltrepassato il cancello, si piega a sinistra su un sentiero ben evidente che attraversa un canneto e sale fino a raggiungere un bel punto panoramico sui casali di Dragoncello e sulla valle del Tevere. Si piega verso destra e si raggiunge un campo coltivato, che si costeggia in discesa fino a raggiungere il fiume. Si va a sinistra e si prosegue verso valle lungo il Tevere, fino a giungere alla base dell’argine in corrispondenza di una vecchia idrovora. Si prosegue ancora lungo il fiume, ma conviene appena possibile salire sull’argine, meno fangoso e più panoramico. Si percorre l’argine fino a quando, poco dopo aver oltrepassato un ampio canale sulla sinistra, il sentiero si restringe bruscamente (0.50 h).
Si va a sinistra scendendo dall’argine e si prosegue sullo sterrato, che, in corrispondenza di un casale rosso, oltrepassa una sbarra e ridiventa carrabile. Si prosegue ancora e si gira a destra o su via del Macchione Rotondo, fiancheggiata da eucalipti, oppure sulla strada successiva, via della Macchiarella, più dissestata. In entrambi i casi, si giunge su via di Capo due Rami, che si prende a sinistra e si percorre fino a sbucare su viale dei Romagnoli in vista del torrione del castello di Giulio II. Da qui si va a sinistra e in pochi metri si raggiunge l’ingresso del borgo (1.10 h).
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