Questo percorso di circa 1 ora di cammino consente di arrivare dal centro di Vitorchiano alla zona di Corviano, area protetta abitata fin da epoca pre-romana, conosciuta soprattutto per le sue incredibili case ipogee, una necropoli e le rovine di un castello.
Si accede al borgo di Vitorchiano attraverso la porta principale. Si prosegue fino ad arrivare alla piazza centrale, dove si trova una bella fontana in pietra. A questo punto, proseguendo a sinistra potrete continuare la passeggiata nel borgo, sulla destra invece si trova un piccolo fontanile, utile per riempire le borracce e rinfrescarsi prima del cammino. Proprio tra la fontana e il fontanile comincia il nostro sentiero, con una scalinata che ci accompagna rapidamente fuori dal paese. Gli abitanti di Vitorchiano conoscono bene questo tratto, perché conduce alla graziosa chiesa di San Michele Arcangelo, patrono del paese.
Proseguiamo sempre sul sentiero principale, a volte un po’ coperto dai rovi e dalle belle piante di fitolacca e bardana. Si passerà tra un imponente masso e una chiesa da poco restaurata. Arriviamo rapidamente in un grande piazzale con alcuni tavoli e panche di legno. Girandosi e alzando lo sguardo ci si potrà rendere contro dell’imponenza della rupe sulla quale è sorto il paese di Vitorchiano. Questa scena appare inoltre nel film Brancaleone, quando il prode condottiero assieme alla sua fidata truppa entrano in questo paese insolitamente silenzioso e spettrale…
Si percorre tutta la piazza e si sceglie il sentiero di destra. Dopo pochi metri si attraversa un piccolo ponticello davanti al quale si può osservare una grande vasca di peperino. Proseguendo a destra si può visitare la chiesa di San Michele, ma noi svoltiamo a sinistra costeggiando il torrente Vezza. Grazie ai numerosi alberi questo tratto di sentiero è sempre all’ombra, cosa molto piacevole nei mesi estivi.
Sulla destra si possono osservare i ruderi di una chiesa, purtroppo oramai invasa dai rovi.
Arrivati ad un bivio, si sceglie la strada di sinistra, in leggera pendenza. Osserviamo numerosi noccioli, un grande sasso ed un noce dalla dimensioni notevoli.
Incrociando una stradina, si decide di proseguire sempre avanti, cominciando una breve e poco impegnativa salita. Per gli appassionati di frutti particolari, si segnala un piccolo impianto di giuggioli.
Si arriva dunque ad un cartello con scritto “Volpara”, il nome di questa zona. Si prosegue dritto e comincia una discesa con un bel noccioleto.
Ad un bivio con delle grosse querce, si prosegue a sinistra in discesa. Qui invece, all’altezza del cartello “Fosso Gaia”, con una piccola deviazione si potrà passeggiare in un vigneto di uva fragola ormai abbandonato ma comunque produttivo…
Dopo poco riappare sulla nostra sinistra il torrente, passiamo un ombreggiato viale di noci e attraversiamo un ponticello, continuando sempre dritti senza curarsi del cartello “Soriano”.
Terminata la ripida salita, in corrispondenza di un grosso masso e di un palo della luce, ci si addentra in un noccioleto. Questo è il punto più delicato del percorso. Perdersi tra le piante di noccioli risulta molto semplice, quindi bisogna seguire pochi ma utili punti di riferimento:
Arrivati al grosso masso, camminando con la testa all’insù si seguono i fili elettrici fino ad arrivare al successivo palo della luce. Si arriverà ad una casa diroccata costruita a ridosso di una grande quercia. A questo punto, avendo cura di tenere la casa sul nostro lato sinistro, NON si prosegue sul sentiero che ci troviamo davanti ma si fanno circa 25 passi sulla destra. Appare quindi un altro sentiero, e sullo sfondo una casa di mattoni con un segno rosso sul muro. Si passa e si prosegue sempre dritto, cercando di non fare pericolosi zig-zag tra le piante ma seguendo i segni rossi che di tanto in tanto appaiono sui massi.
Si arriva ad una casetta con la copertura in plastica ondulata chiara. Poco più avanti comincia un boschetto di noci. Giratevi ed osservate la valle. Si intravedono i paesi di Grotte Santo Stefano e Sipicciano, mentre sulle montagne in fondo sono arroccati i primi paesini dell’Umbria.
Si incrocia quindi un’altra stradina leggermente asfaltata, proseguendo sulla destra. Alcuni rovi di more ci daranno modo di rifocillarci in vista dell’ultima salita.
Contando 50-60 passi, sulla sinistra si osserva una sbarra rossa. Appare per la prima volta il cartello di CORVIANO. Poche centinaia di metri e si arriverà al castello e successivamente alle case ipogee.
Alternativa più avventurosa, prima della sbarra rossa c’è un sentierino sulla sinistra. Affrontandolo, si cammina per alcune decine di metri costeggiando le pareti di Corviano. Si passa uno slargo con dei sassi posizionati a mò di sedie. In quel punto ci sono delle pareti per arrampicare.
Poco dopo, quasi impercettibili e nascosti dalla piante, si trovano degli scalini scavati nella roccia. Prendeteli, e arriverete in cima alle case ipogee, giusto in tempo per gustarvi il panorama mozzafiato della verde vallata sottostante.
Spuntino durante il viaggio: prugnette selvatiche, nocciole, more e qualche bacca di corniolo.
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